Il golpe di giuliana1984

Il golpe in Turchia ha fatto uscire massicciamente allo scoperto i pregiudizi, l’astio, l’odio di settori molto vasti dell’opinione pubblica italiana contro la Turchia: almeno contro la Turchia del 2016 in cui l’islam fa parte delle dinamiche politiche ed economiche, mostrando invece nostalgia per la Turchia laicista del passato (quando le minoranze religiose e linguistiche venivano perseguitate, quando le forze armate massacravano la democrazia e impiccavano i legittimi rappresentanti dei cittadini turchi, quando il sottosviluppo economico affliggeva zone immense del paese). Hanno fatto il tifo per i carrarmati, insomma: per i golpisti che hanno ucciso 208 persone, tra cui 145 civili.

Golpegiovanna

Non che questo fenomeno sia sorprendete: sul blog più e più volte lo ho testimoniato – però stavolta le proporzioni sono gigantesche, ingestibili. Mi ha però colpito questo post di una tale giuliana1984, che ha aperto apposta un blog per scrivere il seguente testo:

Vergognoso l’atteggiamento dei Turchi,scesi in strada per difendere l’assurdità e le barbarie di un regime islamico mentre l’esercito cercava di liberarli da quel pazzo di Erdogan che rappresenta la negazione della democrazia,massacra i curdi, nega il genocidio armeno ed è il piu’ grande finanziatore dell’Isis.Spero che l’Europa resti per loro una meta irraggiungibile..Penso con profonda tristezza a quei giovani soldati,miei coetanei prevalentemente, che ieri non hanno sparato un colpo, e adesso vengono frustati e lanciati dai ponti mentre l’Occidente ipocrita resta in silenzio.

 

Una risposta a “Il golpe di giuliana1984”

  1. Carissimo, se i media italiani ci sottopongono a disinformazione, approssimazione e falsità (affermazione che non contesto a priori, ma non appoggio neanche a priori, convinta che tutto vada sempre verificato), mi piacerebbe sapere però qual è invece la sua fonte d’informazione. La tv turca? I giornali turchi? Allora sì che siamo a cavallo… Glielo dico perché, oltre che delle sue considerazioni, posso anche fare tesoro dell’esperienza di diversi amici turchi (non sbandati senza progetti di vita, ma giovani ragazze e ragazzi, istruite/i e in alcuni casi con famiglia) che non sono molto contenti di questo governo, che dalle sue parole sembra essere vittima di una congiura internazionale. Mi permetto di dirle che anche lei, nel senso opposto, tende a semplificare notevolmente i fatti: perché leggere ogni contestazione al governo Erdogan come atteggiamento islamofobo non è diverso dal considerare tutti i musulmani dei terroristi (estenuante leitmotiv dei nostri giorni). L’esperienza personale – dunque non disinformazione spicciola messa insieme da un titolo ansa e uno status su Facebook – mi ha dato le mie ragioni per amare la Turchia e i turchi, così come le mie ragioni per detestare profondamente questo governo.
    Se ne faccia una ragione, non tutti la pensano come lei.

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