Guida ai trasporti di Istanbul, il dolmuş e il minibus

dolmuş

Questo è un post (quasi) su richiesta. Mi sono stati infatti chiesti – via Facebook – dei consigli sugli spostamenti da una sponda all’altra di Istanbul: più precisamente, come si può tornare a dopo una serata passata all’Umut ocakbaşı di cui ho parlato ieri. La mia risposta è stata: a tutte le ore del giorno e della notte, a piazza Taksim c’è un dolmuş che ti aspetta.

Il dolmuş, in effetti, è un altro dei sorprendenti doni di Istanbul: un pulmino giallo da nove posti, che funziona sostanzialmente come un taxi collettivo; sono entrati in funzione negli anni ’70, dopo la costruzione del primo ponte sul Bosforo: e per l’appunto fanno la spola tra Taksim e Kadıköy/Bostancı (ma ne esistono anche in altre parti della città).

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La particolarità del dolmuş – come dice il nome, dal verbo dolmak (riempirsi) – è che parte solo quando è pieno: cioè, quando gli otto viaggiatori richiesti hanno preso posto in vettura; una volta in marcia, con vari passaggi di mano tra gli uni e gli altri vengono consegnati i soldi della corsa al guidatore: chi è nella fila intermedia fa da tramite per quelli della fila posteriore.

Tariffa unica: al momento, 7 lire (solo andata, da una sponda all’altra); e fate attenzione, i dolmuş in partenza da Taksim seguono tre percorsi diversi: con capolinea a Kadıköy, con capolinea a Bostancı seguendo – dopo essere arrivati a nei pressi di Kadıköy – o la strada quasi sul lungomare o la parallela – verso l’interno – “via dei minibus”.

In effetti, anche a me c’è voluto tempo per capire fino in fondo le differenze: ma oltre ai dolmuş esistono anche i minibus (di vari colori: me li ricordo azzurrini e marroncini, ma li prendo molto di rado), più grandi e in cui si può viaggiare – spazio permettendo – anche in piedi; i costi sono molto più contenuti, anche nei minibus i soldi vengono consegnati all’autista – un vero virtuoso del multi-tasking – passandoselo tra viaggiatori, fino al più vicino al posto di guida: i tragitti sono tutti verso le periferie anche remote. Non esistono fermate fisse, per scendere si dice: “Uygun bir yerde inebilir miyim?

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