La collezione di arte islamica di Calouste Gulbenkian

Gulbenkian

Di Calouste Gulbenkian, un armeno cittadino ottomano che ha fatto fortuna col petrolio dell’Iraq ed è diventato famoso col soprannome di Mr. 5% (la percentuale delle azioni della Turkish petroleum Company che deteneva), ricorre quest’anno il 150° anniversario dalla nascita. E’ nato il 23 marzo 1867 ad Üsküdar sulla sponda asiatica di Istanbul, ha poi vissuto soprattutto a Parigi e Londra.

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Grazie al suo immenso patrimonio è diventato uno dei più grandi collezionisti al mondo; la sua collezione di oltre 6000 oggetti è ospitata a Lisbona, nel museo privato gestito dalla sua fondazione (porta ovviamente il suo nome). Per celebrarlo, è stato organizzato un fitto calendario di eventi tra cui spicca la mostra dedicata all’arte islamica in programma dal 12 luglio al 7 ottobre: “L’ascesa dell’arte islamica. Dalla fine dell’impero ottomano all’era del petrolio” (buona parte degli oggetti esposti fa parte della sua collezione).

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Ne ho scritto per Il Giornale dell’Arte, l’articolo integrale potrete leggerlo nel numero di luglio; nel frattempo, qui sul blog trovate una breve anticipazione:

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Il prologo presenta quattro oggetti: una lampada di una moschea mamelucca del Cairo, un piatto in ceramica per le abluzioni rituali del XII secolo di Raqqa, un vassoio appartenuto al governatore di Mosul, una maiolica che decorava una moschea di Damasco. Le sezioni rappresentano cinque fasi della vita del collezionista e hanno per temi: l’impero ottomano in disfacimento, l’islamofilia in Europa, i mercanti armeni che hanno fatto da intermediari, i nuovi Stati nati dall’ex impero, l’ascesa del petrolio (più salivano i prezzi, più Gulbenkian espandeva la sua raccolta).

Gli oggetti vengono presentati come frutto di un lavoro di conoscenza e approfondimento da parte del collezionista, messi in relazione alle mostre frequentate e ai cataloghi sfogliati. Il gran finale mette in evidenza un’ultima fase in cui Gulbenkian mirava a pezzi preziosi: come per l’appunto il vaso di vetro finemente smaltato di provenienza siriana o egiziana, del XIII o XIV secolo, che conclude la mostra.

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