I 10 luoghi (assolutamente) da vedere a Istanbul

Commentando il mio decalogo sulle cose (assolutamente) da fare a Istanbul, un lettore mi ha scritto con un pizzico di risentimento e indignazione: “Ma come si fa ad omettere la visita ad Aya Sofia dalla lista delle 10 cose da fare a Bisanzio-Costantinopoli-Istanbul? Per la cronaca – e, a maggior ragione, per la storia – trattasi, secondo la maggior parte degli storici dell’arte,del più interessante edificio mai costruito sul pianeta. Penso che non occorra dire altro…“. Ho pensato allora di stilare una lista più specifica – sui luoghi (assolutamente) da vedere, per l’appunto – in cui Ayasofya invece c’è, anche se non ai primissimi posti.

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Primo, le mura Teodosiane di Costantinopoli. E’ il luogo più affascinante, sorprendente, contraddittorio e storicamente significativo di Istanbul: 6 chilometri e mezzo di mura romane – praticamente ininterrotti – dal mare di Marmara al Corno d’oro, poste sotto la protezione dell’Unesco perché considerate “patrimonio dell’umanità”; sul percorso piacevolmente ondulato, che ho descritto minuziosamente in questo itinerario (LEGGI ANCHE: Itinerario n° 1 – Lungo le mura di Costantinopoli), da non perdere: la chiesa greco-ortodossa di Balıklı, il museo-panorama della conquista ottomana del 1453, la moschea Mihrimah costruita da Mimar Sinan, la chiesa (poi moschea, poi museo) di San Salvatore in Chora coi suoi meravigliosi mosaici trecenteschi.

Secondo, il Bosforo: tutto, fino al mar Nero. Avete due opzioni: la crociera, ma meglio se col battello di linea, così da poter ammirare tutte e due le sponde; il bus e la passeggiata almeno per un tratto (la lunghezza complessiva è di circa 30 chilometri). Da vedere: grandi palazzi ottomani, residenze sempre ottomane in legno (yalı), insenature, villaggi di pescatori, quartieri residenziali, piccole moschee, tanto (ma non più tantissimo) verde, delfini che inseguono branchi di pesci, la fortezza in rovina ad Anadolu Kavağı che domina il mar Nero.

Terzo, il museo archeologico (già) imperiale. In assenza di un museo della città, è la migliore introduzione possibile alla storia di Bisanzio-Costantinopoli-Istanbul: nella sua ricchissima sezione che testimonia le origini e le trasformazioni del post-1453; ma sono ugualmente interessanti quelle sul periodo medievale, su Troia, sull’archeologia ellenistica e romana in Anatolia.

Quarto, i palazzi imperiali di Topkapı e Dolmabahçe: tutti e due, per scoprire le differenze. Il primo, sulla “punta del Serraglio” dove sorgeva l’acropoli bizantina, è costruito a padiglioni (XV secolo secolo) e offre una vista meravigliosa: da non mancare, l’harem (biglietto supplementare), la sezione museale con i peli della barba di Maometto e altri oggetti appartenuti al Profeta dell’Islam; il secondo, sul Bosforo, è sorto come residenza “all’europea” dei sultani a metà ottocento: la visita è accompagnata secondo un percorso prefissato, con un biglietto aggiuntivo si può visitare – io consiglio di farlo – l’harem con la stanza dove morì Mustafa Kemal Atatürk.

Quinto, Kadıköy/Moda e Bağdat Caddesi. Sono sulla “sponda asiatica”, che chi ancora non c’ha messo piede pensa abbia sembianze “mediorientali”: e invece è una delle zone residenziali più belle e interessanti della città, cosmopolita da sempre; l’itinerario già ce l’avete (LEGGI ANCHE: Itinerario n°2 – Da Kadıköy a Moda), dalla chiesa di Sant’Eufemia che ospitò il concilio di Calcedonia del 451 ai giardini di tè di Moda (il panorama è incluso nel prezzo del çay): ma varrebbe la pena – per chi ha voglia di fare shopping – di spingersi fino a Bağdat Caddesi: via modaiola per eccellenza, disseminata di negozi eleganti e ristoranti o locali di ogni tipo, a quattro passi dal mare.

Sesto, Süleymaniye. E’ la mia moschea preferita, costruita per il sultano Solimano il Magnifico – su una delle 7 colline della città – da Mimar Sinan, nel XVI secolo: maestosa e leggera, imponente e slanciata; date un’occhiata a tutto il complesso (külliye) lì attorno: che originariamente comprendeva ospedale, scuola coranica, mensa per i poveri, hamam (nel giardino, le tombe di Solimano e di sua moglie Roxelana/Hürrem; poco distante, quella di Mimar Sinan).

Settimo, İstiklâl Caddesi: il cuore pulsante – notte e giorno – della Istanbul europea. Nel XIX secolo, era la Grande rue de Péra: e ancora oggi si possono ammirare – semplicemente alzando gli occhi – edifici meravigliosi, che suggeriscono opulenza e anche raffinatezza; purtroppo, molti sono stati demoliti, o peggio ancora trasformati in invadenti centri commerciali o in negozi che sparano musica a tutto volume: il turista/cliente regna sovrano! Ma non fatevi spaventare e percorretela tutta, da Tünel a piazza Taksim: magari addentrandovi nella stradine a caccia di negozietti e soprattutto di punti ristoro.

Ottavo, Ayasofya. E’ la chiesa dedicata al Logos (non a “Santa Sofia”), nelle attuali forme fatta costruire dall’imperatore Giustiniano nel VI secolo: diventò moschea nel 1453, è un museo dal 1935. Si sono conservate delle decorazioni bizantine, oltre che le testimonianze dell’uso islamico: l’esperienza di visita personalmente non mi entusiasma perché c’è sempre folla, per di più chiassosa.

Nono, il Gran bazar. Ne ho parlato lungamente in un recente post (LEGGI ANCHE: Lo shopping a Istanbul, il Gran bazar), non ho molto da aggiungere: ricordo che domenica è chiuso

Decimo, il museo Salt Galata. Anche in questo caso, avete a disposizione una descrizione dettagliata (LEGGI ANCHE: I musei di Istanbul, il SALT): e non mancatela questa cittadella finanziaria di fine ottocento, vi libererà da ogni traccia residua di orientalismo (la Istanbul “orientale” ed “esotica” stupidamente venduta dalle agenzie di viaggio).

Ovviamente, non è obbligatorio essere d’accordo con me: manifestate pure tutto il vostro dissenso!

Per contattarmi:

giuse.mancini@gmail.com

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11 commenti su “I 10 luoghi (assolutamente) da vedere a Istanbul

  1. Osman il said:

    Il salt è una galleria e una fondazione culturale, nella sede di Galata (che in realtà è a Karakoy) è una collezione permanente. Una stupida precisazione la mia, spero solo possa tornare utile a qualcuno.

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