I bar di Istanbul, Tektekçi

Non sono un grande amante della vita notturna e dei locali: ma quando ne vale la pena, sono prontissimo a fare eccezioni. Tektekçi è uno dei bar più trendy del momento: il primo aperto a Beyoğlu nel cuore di Istanbul, i cloni di Ankara e Alaçatı (luogo di villeggiatura marina vicino a Izmir), la nuova sede istanbuliota di Bebek (villaggio elegantissimo e modaiolo lungo il Bosforo, lato europeo) inaugurato da poche settimane; in più, alcuni dei gestori sono cari amici: e ieri sera ho partecipato alla festa per il nuovo bar, così da provare tutto il campionario (le altre feste, per una ragione o per un’altra, le avevo mancate).

Un campionario di cocktails: perché Tektekçi non è un comune bar, ma offre prodotti estremamente originali che hanno fatto il suo successo! Cocktails, dicevo: in lista più di cento, serviti in piccoli bicchieri da shot – “shot bar, infatti lo chiamano. La base alcolica è estremamente varia: gin, vodka, bourbon, Baileys, tequila, champagne, Jägermeister, ovviamente rakı e altro ancora! L’abbinamento è con frutta fresca: frutta frutta, non succhi o spremute; e anzi, ogni shot è presentato insieme a un pezzetto di frutta che richiama il contenuto: una sinfonia di colori! Tutto è preparato e ripreparato ogni mattina: e le bottiglie conservate in un locale refrigerato. Certo, la scelta è difficile perché la lunga lista riempie due enormi paginoni; anche i nomi sono ammiccanti ed evocativi: come la linea degli şerbet di tradizione ottomana arricchiti però da superalcolici. Il personale però saprà consigliarvi: e in ogni caso sono disponibili dei veri e propri “menu degustazione”, con una scelta di 10 cocktails di tipologia omogenea.

Io non ho potuto resistere al fascino di Sodoma e Gomorra: uno dietro l’altro senza prender fiato, per un’esperienza biblica; poi sono passato a una ricca degustazione con alcuni dei più popolari shots e uno şerbet: i nomi per ovvi motivi non li ricordo. Ne ho assaggiati anche altri assolutamente random: attratto più che altro dai colori più sgargianti e inusuali; ho finito con un’altra duplice sequenza: due shots al succo di melagrana (in turco, nar) che è storicamente il mio frutto preferito, ma anche in questo caso ho rimosso mentalmente le targhette. Cosa fondamentale: effetti collaterali e indesiderati (mal di testa o altro) praticamente assenti. Per adesso Tektekçi serve solo bevande, accompagnate dall’immancabile assortimento da sgranocchiare e da piccoli confetti di cioccolata; ma proprio ieri è stato sperimentato il finger food – mini-köfte/hamburger, mini-börek ripieni di verdure, crocchette e tartine varie – che verrà presto introdotto in tutte le sedi (sulla qualità garantisco io: il cuoco è un amico e un professionista).

Per arrivarci, autobus/dolmuş/taxi: scendere alla fermata da Bebek vicino alla moschea e al molo, il bar è praticamente di fronte e facilmente individuabile; gli interni sono molto curati: con una terrazza in posizione strategica, cornice – opportunamente riscaldata – della festa di ieri sera. Unica nota stonata, “L’Italiano” di Toto Cutugno per qualche minuto in sottofondo: ma vi pare? I prezzi non sono contenutissimi, a partire da 5 lire turche (poco più di due euro) per ogni bicchierino da 3 cl: Sodoma e Gomorra, invece, 11 lire l’uno; sono però previste varie formule scontate per invogliare il consumo di gruppo.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
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3 commenti su “I bar di Istanbul, Tektekçi

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