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I gecekondu, ossia le baraccopoli di Istanbul

Un’altra parola nuova: che però chi vive a Istanbul conosce bene. Qualche tempo fa, sono andato a trovare degli amici dalle parti della Teşvikiye Camii (cami vuol dire moschea, in turco): la zona è quella di Nişantaşı, quella di cui parla spesso Pamuk nei suoi libri. Ho pensato poi di scendere – a piedi – verso Beşiktaş, così da prendere comodamente il vapur per tornare a casa: le distanze erano ridotte, in ogni caso avrei fatto tutto il percorso in discesa – comodo e spettacolare – fino al Bosforo.

Non sapevo che però – non lontano dal punto di partenza – mi sarei imbattuto in un gecekondu: una sorta di baraccopoli, ma con case -precarie e fatiscenti – in muratura. Gecekondu può essere tradotto con “tirato su di notte”: e si riferisce a queste abitazioni – gli agglomerati possono avere anche grandi dimensioni – che, in virtù di una legge, se vengono costruite con tetto e tutto in una notte – e prima che le autorità se ne accorgano – non possono essere buttate giù senza la decisione di un giudice, anche se gli occupanti sono del tutto privi di permessi; “gece” vuol dire infatti “di notte”, il verbo “konmak” – in senso lato – “costruire”.

Sono stati costruiti in larga parte a partire dagli anni ’60, dagli immigrati poverissimi provenienti dalla Turchia orientale: anche in zone di Istanbul che – prima completamente periferiche o disabitate – si trovano adesso circondate da abitazioni signorili, in ogni caso più dignitose.

Quello che ho inaspettatamente localizzato io – vista la conformazione del terreno – sembra costruito nel letto asciutto di un vecchio torrente che non esiste più, o proprio ai suoi margini (sì, sarei proprio curioso di scoprire cosa succede quando piove). Le autorità pubbliche – comunali e statali – hanno cominciato da un po’ a buttarli giù per sostituirli con case popolari.

Mi è stato anche riferito che in molti, che pur avrebbero i mezzi per prendere una casa vera e propria in affitto, preferiscono il gecekondu – gratis, magari con allaccio selvaggio a luce e acqua – per risparmiare i soldi poi sufficienti per comprarsi una casa “regolare”. In ogni caso, si tratta di uno spettacolo che non ti aspetti, che ti coglie completamente di sorpresa: e ti lascia imbambolato a guardare.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
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2 Risposte a “I gecekondu, ossia le baraccopoli di Istanbul”

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