I kaymakçı di Istanbul

Un paio di settimane fa ho parlato di una mia scoperta solo recente, uno dei “doni di Istanbul” del nuovo sottotitolo del blog: il kaymak, “un derivato del latte – di mucca o di preferenza di bufala – che in Italia non ha equivalenti; è simile alla clotted cream inglese, […] una crema estremamente densa e gustosa.” Avevo visitato appena il giorno prima uno dei kaymakçı – un esercizio commerciale che ha il kaymak come articolo principale e quasi esclusivo – più sorprendenti e suggestivi della città: quello “da Pando” del mercato di Beşiktaş, aperto nel 1895 e ancora immerso in un tipo di ristorazione – e di arredamento! – autenticamente all’antica.

LEGGI ANCHE: I sapori di Istanbul, il kaymak

Lo avevo finito – quel post – così scrivendo: “dopo qualche indagine su Internet, ho localizzato altri due kaymakçı che apparentemente – secondo i giudizi espressi – meritano di essere sperimentati”. Ogni promessa è un debito: sono andato a visitarli tutti e due, mi sdebito presentandoveli uno dietro l’altro (in ordine cronologico).

Il primo si chiama “Boris’in Yeri” (“il posto di Boris”, “da Boris”) e si trova a Kumkapı: il quartiere armeno nell’area di Sultanahmet, facilmente raggiungibile dalla piazza di Beyazıt davanti al gran bazar prendendo una delle varie stradine in discesa; di armeni purtroppo ce ne sono rimasti pochi, ma il Patriarcato è ancora lì e le chiese dell’ottocento proprio di fronte sono visitabili: in compenso, ci sono anche pescherie proprio sul mare e una serie sterminata di ristorantini specializzati nel pesce – non sempre a buon mercato, soprattutto quando si presentano turisti in branco.

Boris ha aperto nel 1936 e vende prodotti del latte: formaggi, burro e per l’appunto kaymak che viene servito col miele nei pochi tavolini del locale; la qualità è eccellente, il pane in grande abbondanza e rinnovato senza supplemento quando finisce: si può perfino scegliere tra tipi diversi di miele. L’arredamento è essenziale e spartano, le poche decorazioni glorificano il bovino e i pascoli di montagna; tutti i prodotti possono essere acquistati per il consumo domestico.

Ultima tappa, “Karaköy özsüt”: che non capisco com’ho fatto a farmelo sfuggire fino ad adesso, visto che ci passo praticamente davanti spesso e volentieri; è infatti vicinissimo al ponte di Galata, lato Karaköy (ci arrivo col traghetto), è lì dal 1915: ma è anche quello che mi ha convinto di meno. In realtà, il kaymak è fatto col latte di bufala: con bufale della propria tenuta, presentate ai clienti attraverso grandi foto esposte nel locale (un po’ datate, in effetti); però l’atmosfera è diversa rispetto agli altri due kaymakçı: magari perché il menù è più vasto (per la colazione, per un veloce spuntino: döner compreso) o perché si trova in una zona di frenetico passaggio, ma anche il sapore del kaymak mi è sembrato meno ricco di sfumature.

Boris’in Yeri
Ördekli Bakkal n° 17
34130 Kumkapı

Karaköy özsüt
Yemişçi Hasan sokak n°9/11
Karaköy

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

2 Risposte a “I kaymakçı di Istanbul”

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.