I musei di Istanbul, il museo dello scambio

Calma: non fatevi strane idee, honi soit qui mal y pense! Lo scambio è quello delle popolazioni – gli ortodossi di Turchia (anche se turcofoni) verso la Grecia, i musulmani di Grecia (anche se ellenofoni) verso la Turchia dopo la firma della convenzione di Losanna il 30 gennaio del 1923 a guerra turco-greca finita: almeno quelli rimasti dopo le deportazioni e le fughe del periodo 1912-1923 e con qualche eccezione (su tutte, la comunità romea di Istanbul). Il museo è quello allestito a Çatalca – sulla sponda europea, a una cinquantina di chilometri di Istanbul – dall’associazione composta da membri della seconda generazione degli “scambiati” (Lozan Mübadilleri Vakfı), come parte del programma di Istanbul 2010 capitale europea della cultura.

Çatalca – raggiungibile via bus extra-urbano – è un luogo dal forte impatto simbolico: perché la sua popolazione cambiò radicalmente composizione dopo il 1923 ed è oggi interamente abitata dai discendenti dei primi rifugiati, oltre a qualche centenario ancora in vita. Il Mübadele Müzesi è ospitato in una vecchia taverna (con molti usi successivi) messa a disposizione dal proprietario Ertuğrul Ölçer – entusiasta dell’iniziativa – e adeguatamente restaurata; un ambiente di modeste dimensioni, allestito in modo essenziale e con cura: con esposti abiti del corredo e anche da sposa (di seta, alcuni con filo d’oro), altri capi di vestiario, tappeti, cartoline, documenti d’identità, utensili da cucina, strumenti musicali. Nei pannelli illustrativi sono ricostruite le storie famigliari dei donatori, descritte le località ancestrali – in Grecia, nelle isole dell’Egeo – un secolo fa e oggi, rappresentate le rotte dello scambio che trovano posto anche in una gigantesca mappa sulla parete esterna. Nell’edificio di fronte, oggi centro culturale dai molteplici usi, troverà posto un centro documentale per il lavoro dei ricercatori (avranno a disposizione ad esempio interviste filmate coi rifugiati di prima generazione) e – in un non meglio identificato futuro – un museo bis per dare la parola a chi venne obbligato a lasciare l’Anatolia. Per completare lo scambio, stavolta di emozioni positive e di umanità.

Per chi è interessato, c’è anche un consiglio bibliografico di grande interesse: Twice A Stranger. How Mass Expulsion Forged Modern Greece and Turkey di Bruce Clark (non è stato tradotto in italiano, ma in turco sì: e l’autore, un giornalista nord-irlandese, ha ampiamente beneficiato dell’aiuto della Lozan Mübadilleri Vakfı).

Per i giorni e gli orari di visita, conviene telefonare al numero indicato sul sito web del museo: ci si può organizzare – anche per visite guidate – con grande flessibilità.

Mübadele Müzesi
Kaleiçi mahalle Bahar sokak n° 4
Çatalca, İstanbul

Lozan Mübadilleri Vakfı
Ayhan Işık sokak n° 15/3
Beyoğlu, İstanbul





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