I più bei paesaggi di Istanbul (e l’Antrepo n. 5 di Tophane)

Anche oggi, vi parlo di una mostra; ma ne vale la pena, sia per il tema sia per il luogo: destinato a diventare uno dei molti punti di riferimento nel futuro di questa straordinaria città (che come vi dico sempre, non può essere ridotta a mosche&minareti e crociera sul Bosforo). Il luogo, innanzitutto. L’Antrepo n. 5 si trova a Tophane: nella zona lungo il Bosforo che ospitava il porto militare ottomano – poi divenuto porto commerciale – e oggi ospita il porto crocieristico (che verrà presto ricostruito e modernizzato), a brevissima distanza dalla moschea di Kılıç Ali – la sua storia è interessantissima, ve ne parlerò diffusamente un giorno o l’altro – e dall’Istanbul Modern a cui ho recentemente dedicato un post.

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L’Antrepo 5 era uno dei depositi – come dice il nome stesso, derivato dal francese – del porto commerciale: e come l’adiacente Antrepo 4 dell’Istanbul Modern (tra i due, è previsto un passaggio tramite passerella), diventerà a partire dal 2016 un museo di arte contemporanea, il cui progetto è stato affidato al celebre architetto turco Emre Arolat (è proprio a questo progetto che si riferisce il rendering); verrà gestito dall’università/accademia di Belle arti “Mimar Sinan”: che già utilizza come spazio per mostre l’antico arsenale ottomano. Nascerà, insomma, un vero e proprio polo per l’arte moderna e contemporanea, a Tophane: dove già esistono numerose gallerie d’arte, a cui fanno sempre più da cornice locali alla moda. Quello che non ho capito è perché il museo venga chiamato “della pittura e della scultura” in turco (resim ve heykel), Istanbul Contemporary Art Museum in inglese (Icam).

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Ovviamente, i lavori sono ancora in corso: ma già a febbraio si è svolta una prima mostra; alla fine di luglio, è stata invece inaugurata quella dedicata ai paesaggi (manzara, in turco): l’ho visitata nei giorni scorsi, è in programma fino al 21 settembre. E’ un po’ un assaggio del futuro museo: che conterrà fino a 15.000 opere d’arte, a partire dall’epoca ottomana. La mostra è al primo piano, con lavori rappresentativi dei più importanti pittori turchi – Osman Hamdi Bey, Şeker Ahmet Paşa, Hüseyin Zekai Paşa, İbrahim Çallı, Bedri Rahmi Eyüboğlu – e qualche orientalista europeo: paesaggi urbani, agresti, in riva al Bosforo; non solo Istanbul, ma anche altri centri della Turchia. I miei preferiti: Gezbe manzarası” di Osman Hamdi Bey, Arnavutköy” di Naile Akıncı, Yıldız Sarayından” di Hüseyin Zekai Paşa, Kalamış’tan” di Halil Paşa.

Al primo piano, sono invece esposti dei rendering su come sarà il futuro museo.

 

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