I ristoranti di Istanbul, Fehmi Lokantası

Domenica sono stato in un nuovo ristorante: nuovo per me, nel senso che non c’ero mai stato prima; è a Kadıköy, proprio all’entrata del mercato: e da quelle parti vado sempre da Çiya, il mio ristorante preferito in assoluto qui a Istanbul. Visto che proprio da Çiya c’ero stato pochi giorni prima, abbiamo deciso – io e la mia fidanzata, Ayşegül – di tentare qualcosa di diverso: non la cucina del sud-est riscoperta e riproposta, ma una cucina più tradizionale; non piatti sorprendenti, ma specialità conosciutissime (almeno per i turchi).

Che poi, per combinazione, mentre stavamo mangiando sono entrate nel locale quattro donne italiane: sarebbero volute andare in effetti da Çiya, qualcuno le ha dirottate alla “Locanda Fehmi” (Fehmi Lokantası); le abbiamo allora aiutate a scegliere: c’è un bancone – proprio all’ingresso – con tutte le specialità del giorno già pronte, per un servizio più rapido.

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Il posto merita una rapida descrizione. E’ un locale storico, aperto già nel 1919; il suo fondatore eponimo, Fehmi, veniva da Yanya/Ioannina: ottomana fino al 1913, quando divenne greca (Fehmi era quindi uno dei tanti rifugiati turchi che si trasferirono in Anatolia dopo le guerre balcaniche e dopo la prima guerra mondiale). La sua storia è raccontata nelle due prime pagine del menù: non vi dico altro per non rovinarvi la lettura; vi anticipo solo che il ristorante è gestito dai suoi discendenti diretti, arrivati alla quarta generazione: i turchi ci tengono moltissimo a queste cose, segnalano con particolare orgoglio la data di fondazione ed esibiscono alle pareti le foto di tutti gli avi che hanno lavorato lì. Il locale sembra piccolo, ma dopo la prima saletta c’è un simpatico giardino: accogliente e debitamente riscaldato, abbellito da piante e da cascatelle d’acqua. Un’atmosfera rilassante.

Il cibo, adesso. Fanno un po’ di tutto: zuppe, carne, pesce, verdure, dolci; il menù conta complessivamente 254 voci, potete consultarlo online: non si servono alcolici, però. Io ho preso un kağıt kebabı: uno stufato di carne di agnello, cotto nella carta da forno insieme a varie verdure; Ayşegül, invece, delle melanzane farcite con carne e accompagnate da una salsina allo yoğurt (Paşa kebabı).

Poi abbiamo aggiunto un riso uzbeko: con erbe e pezzetti di carne d’agnello; oltre a un’insalatina mistissima, con pezzetti di formaggio come rinforzo e aromatizzata al succo di melagrana. Non avendo tempo per il dolce, ci siamo limitati a un çay finale: per un conto complessivo – onesto (ma forse, contrariamente all’uso consolidato, i çay ce li hanno fatti pagare come segnalato nel menù: c’hanno dato solo il totale, non ho potuto controllare) – di 62 lire turche, sui 27/28 euro. A fianco c’è un Fehmi Lokantası bis, dedicato esclusivamente ai dolci e ai börek: per spuntini veloci, più che per un pranzo o cena veri e propri; un’altra volta ci faccio un salto.

L’indirizzo preciso è:
Osmanağa Mahallesi
Yağlıkçı İsmail Sokak, 1
Kadıköy

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

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2 commenti su “I ristoranti di Istanbul, Fehmi Lokantası

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