C’era una volta Iconium (Konya)

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Negli ultimi giorni sono stato a Konya, per partecipare alle celebrazioni – il sema di Şeb-i Arûs – in ricordo di Mevlana Rumi. Parlerò dei dervisci, parlerò della città: ma abbiate un po’ di pazienza, il primo post della serie voglio dedicarlo alle poche tracce di romanità rimaste. Perché, già abitata durante l’età del bronzo (ma a poca distanza si trova il celebre insediamento neolitico di Çatalhöyük) e capitale selgiuchide qualche millennio dopo, la città anatolica per un periodo è stata greco-ellenistica e romana: col nome di Iconium, di cui Konya è diretta derivazione.

Non ho avuto abbastanza tempo per esplorarla in profondità, ma da quello che ho anche letto di questo passato non sono rimaste moltissime tracce: solo sporadiche colonne (come questa ionica) riutilizzate nella moschea di Alâeddin, materiali vari accatastati nel cortile della stessa moschea, pochi reperti nel piccolo museo archeologico (come questo sarcofago, di discreta fattura ma in condizioni di conservazione non ideali, in cui sono state rappresentate le 12 fatiche di Ercole). Però bastano – queste tracce – a stabilire di nuovo dei legami ideali tra la Turchia e la cosiddetta “civiltà occidentale: in realtà abbiamo millenni di storia comune, ma purtroppo vengono spesso dimenticati.

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