Il 41° festival musicale di Iksv

No: Istanbul non è una città di moschee, di bazar, di melagrane spremute! Ieri mattina sono stato alla conferenza stampa di presentazione della 41° edizione del festival musicale – previsto per giugno – annualmente organizzato da Iksv, un’associazione che raggruppa mecenati ricchissimi e illuminati: e sono rimasto spiazzato e colpito per la caratura mondiale della manifestazione, per l’attenzione ai giovani, per qualche fantastica intuizione! Sì, l’anno scorso avevo letto di qualche grande nome che aveva partecipato: ma non sono stato né alla presentazione né poi ai concerti e non mi ero potuto rendere conto della professionalità impeccabile e sofisticata in ogni affascinante dettaglio.

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A cominciare dai palcoscenici: non un singolo auditorium, ma luoghi carichi di storia e di passioni come la chiesa bizantina di Aya Irini (a poca distanza da Ayasofya: la pace e la sapienza, tutte e due sacre), il convento sufi di Galata, l’opera Süreyya di cui ho parlato qualche giorno fa, ma anche i teatri di İş Sanat e del centro congressi di Harbiye – con due sorprese che vi svelo fra qualche riga. I biglietti a disposizione non sono molti e anche cari: da 150 a 350 lire turche (da circa 70 a circa 160 euro) per i concerti ad Aya Irini, per gli altri decisamente meno; ma per chi può, il suggerimento è di abbinare senza esitare un soggiorno – il periodo, dal 4 al 29 giugno, è climaticamente propizio – a qualche concerto: i biglietti saranno in vendita online sin dal 2 febbraio, sul sito dell’Iksv trovate tutti i dettagli.

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I biglietti sono mediamente costosi, ma i giovani hanno la possibilità di acquistarne – direttamente nella sede di Iksv – al prezzo unico scontatissimo di 30 lire turche, meno di 15 euro: mi devo però far confermare che la promozione non è riservata agli studenti turchi o a quelli comunque ufficialmente iscritti in università turche), farò un aggiornamento al post appena possibile. Ma l’interesse per giovani e studenti è anche direttamente in campo musicale: verrà fatta un’audizione nazionale per selezionare virtuosi del violoncello in erba, che si esibiranno in un apposito concerto già in cartellone; verrà organizzata una giornata “conservatorio aperto” – il 9 giugno – in cui gli allievi dei conservatori di Istanbul si ritroveranno per provare insieme, per confrontarsi, per divertirsi (e il pubblico potrà scoprire come prepara una performance): alla scuola greco-ortodossa di Galata – una delle due sorprese di cui sopra – trasformata in un centro culturale e già sede della Biennale del Design 2012.

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L’altro luogo a sorpresa – e sorprendente – è la chiesa armena di Surp Vortvots Vorodman, recentemente restaurata dopo 90 anni di abbandono (ne ho parlato in questo articolo): che ospiterà uno dei due concerti a cui non voglio assolutamente mancare, quello del pianista Peter Nagy e della violista Kim Kashkashian con musiche di Šostakovič, Beethoven, Schumann e soprattutto Komitas (il celebre compositore e musicologo armeno, vittima delle deportazioni ottomane del 1915). L’altro concerto che ho selezionato è quello della Venice Baroque orchestra (italianissimi, con nome inglese: mah…) e del mezzo-soprano Magdalena Kožená: con musiche e arie di Vivaldi, Telemann Handel. Ma si esibiranno anche la pianista Maria João Pires, Jordi Savall col suo gruppo di musica antica e tradizionale, l’Orchestra da Camera di Monaco, i cameristi della Scala, il violinista Maxim Vengerov e molti altri ancora: 22 i concerti in programma, i dettagli di ognuno li trovate online. Ci sarà un concerto – Nasreddin Hoca – commissionato per l’occasione al compositore turco Kamran Ince; i manifesti – quello della foto – sono dell’artista Sarkis.

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