Il mio primo matrimonio turco

Stamattina sono stato al mio primo matrimonio turco; e specifico subito: “mio” non nel senso che mi sono sposato per la prima volta, è semplicemente il primo a cui ho partecipato (a sposarsi sono stati due cari amici). Primo possibile equivoco chiarire, passo immediatamente a neutralizzare il secondo: in Turchia non ci si sposa in moschea, il matrimonio religioso esiste ma non ha nessun valore legale; di conseguenza, praticamente tutti si sposano col rito civile: con una cerimonia estremamente veloce, oserei dire sbrigativa.

Siamo rimasti nella nostra zona: il grande edificio della municipalità di Kadıköy, non lontano dalla zona del mercato e del porto. Un grande edificio con due grandi saloni – modello aula magna o auditorium – espressamente dedicati ai matrimoni; affisso all’entrata, il lungo calendario delle celebrazioni del giorno: con 15 minuti tuttocompreso assegnati a ogni coppia. L’impressione è quella di un matrimonificio, di una catena di montaggio affinché non ci sia un solo minuto di ritardo. Gli sposi hanno a disposizione una saletta in cui ricevono parenti strettissimi e amici selezionati (eravamo in tutto una ventina); poi agenti della sicurezza e funzionari del comune li chiamano all’ora convenuta: ma un apposito maxi-schermo consente di seguire l’andamento delle cerimonie precedenti, grazie alle riprese a circuito chiuso. Nel frattempo, il parentado aspetta fuori alla porta del salone: entrano al via, accolgono festanti gli sposi che – insieme ai testimoni – entrano da una porta riservata. Applausi, saluti emozionati a distanza, scarica di flash.

Poi tutto si compie nel giro di neanche cinque minuti: le fedi sono già state scambiate in separata sede, il fatidico sì, la consegna di un libricino rosso che è il documento ufficiale di matrimonio, l’invito inesorabile del funzionario matrimoniale – gentile ma perentorio – a lasciare quanto prima il salone a quelli del turno successivo. Sotto a chi tocca! Si esce, ci si mette in coda per il saluto ravvicinato agli sposi e per la foto di rito; anche in questo caso, è organizzato tutto nei minimi dettagli: scatto, dimostrazione via i-pad, stampa fulminea in loco, 10 lire (quasi 5 euro) per il ritiro. Seguirà il ricevimento, in serata: ma mi dicono che si può anche affittare il funzionario che viene a celebrare direttamente nel luogo conviviale, con ritmi più rilassati. In ogni caso, vado a prepararmi per il secondo round: a base di rakı, ovviamente!





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4 commenti su “Il mio primo matrimonio turco

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  2. rachele il said:

    anch’io parteciperò ad un matrimonio ad Istambul a giugno. mi fa sapere cosa si regala agli sposi? mi hanno detto che faranno anche l’addio al nubilato. come vestirsi? c’è differenza di rito tra musulmani e cattolici?

  3. stefania il said:

    Anche io parteciperò a un matrimonio a Istanbul a ottobre, e come Rachele, volevo sapere cosa si regala agli sposi e come vestirsi, grazie!

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