Il palamut Manaide di Anzio

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Qualche tempo fa, avevo parlato sul blog – nella serie dedicata ai sapori di Istanbul – del palamut: un pesce locale, che vivendo qui ho imparato ad apprezzare. Un pesce di cui non avevo mai sentito parlare e che ho invece scoperto esistere anche dalle mie parti, nel medio Tirreno. In italiano si chiama palamita (il nome scientifico è invece sarda sarda): praticamente lo stesso nome! Ne ho appreso l’esistenza grazie alle conserve di pesce della Manaide, un piccolo laboratorio artigiano di Anzio: a pochi chilometri dalla mia città. Un luogo dove la tradizione ittica è di casa: sono infatti sopravvissuti, lungo la costa, delle peschiere – il pesce d’allevamento non è un’invenzione recente! – che risalgono all’epoca romana, parte integrante delle grandi ville di imperatori e ricconi.

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Di passaggio in Italia ne ho approfittato per incontrare Luigi Crescenzi, che lo ha creato nel 2013. La filosofia e l’obiettivo sono dichiarati nella brochure: “valorizzare la pesca sostenibile, la qualità, le esperienze, le risorse e la storia di un territorio, le tecniche e le materie prime“. Fanno tutto nel rispetto delle tradizioni e del mare, con grande passione ed entusiasmo; il nome stesso – Manaide – ripropone quello della tipica imbarcazione utilizzata nel ‘700. I prodotti sono eccezionali: palamita sott’olio in 4 tagli (i filetti sono un capolavoro), polpo al naturale, alici sotto sale, colatura di alici, telline e sconcigli (o murici) pronti per condire la pasta. Utilizzano solo pesce locale e tracciabile: e su ogni confezione vengono indicati la zona di cattura e persino il peschereccio responsabile! Anche l’olio e il sale sono di provenienza artigianale, selezionati appositamente per esaltare e non massacrare i sapori originali; la lavorazione avviene entro 6/8 ore dalla pesca.  Ulteriore titolo di merito, la grafica particolarmente ben curata; e hanno perfino pensato a suggerire delle ricette (alcune le ho già sperimentate, sono davvero azzeccate!).

Si tratta di prodotti di altissima qualità, quindi non li troverete sugli scaffali dei supermercati o di Eataly: il posto giusto sono negozi di gastronomia o le enoteche, a partire da quella “Del Gatto” di Anzio (hanno tutta la gamma e anche confezioni regalo).

Mi chiedo: che possibilità c’è di importare prodotti o tecniche in Turchia, o comunque di creare una rete farli conoscere?

Per ulteriori informazioni (e foto):
Manaide
Enoteca Del Gatto

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