Visioni di Istanbul, 36 occhi sulla città

Una storia di conflitti politici e un presente di turbolenze internazionali fanno di Istanbul una città potenzialmente “a rischio”, così come Ankara: colpita venerdì da un brutto attentato terroristico. La polizia e le misure di controllo sono quindi di casa, troverete personale in divisa dappertutto: soprattutto vicino agli “obiettivi sensibili”, i palazzi del potere e i luoghi a massima concentrazione di residenti e passanti. Poliziotti e telecamere: l’accoppiata vincente (per non parlare delle guardie private in cui ci s’imbatte in ogni supermercato, o davanti a caseggiati e complessi  non necessariamente per ricchi).

Ma ci sono altre telecamere – in tutto 36 – che possono fare la gioia del turista: di chi a Istanbul ancora non c’è stato e vuole cominciare a sbirciarla, di chi – tornato a casa – ne ha nostalgia e vuole continuare a “sentirsi lì”. Sono le 36 telecamere del progetto “Live City Views” della municipalità metropolitana di Istanbul: “con le nostre telecamere nei punti più belli di Istanbul potrete guardarla in diretta da tutto il mondo” – così recita lo slogan.

Ne vanno particolarmente orgogliosi, il link è in bella mostra sul sito web della Ibb; e non c’è trucco e non c’è inganno: le telecamere trasmettono sul serio per 24 ore al giorno e per 7 giorni alla settimana, con una visione panoramica live e direttamente online. Io ne faccio in effetti altro uso: controllo che tempo fa – soprattutto in caso di minacciate nevicate – quando devo andare in qualche parte della città lontano da dove vivo io e non so bene come attrezzarmi, il meteo in tempo reale!

Al di là delle mie motivazioni pragmatiche, vi consiglio di tener d’occhio: quella del Pierre Loti sulla collina di Eyüp, che dà su tutto il Corno d’oro; quella della piazza Taksim, per curiosare sul traffico, sui passanti e soprattutto sui lavori in corso; quella della Torre di Leandro, per una vista impareggiabile sul Bosforo; le due di Hidiv Kasrı, per il Bosforo dall’alto e per il passaggio ravvicinato delle petroliere; le due dell’Istiklal, per immergersi nella folla; le due all’interno del gran bazar e del bazar delle spezie, per gustarsi gli incroci tra commercianti e possibili clienti; quella nello splendido parco di Emirgan, dove non sono ancora mai riuscito ad andare; infine quella con anche il sonoro di Sultanahmet, il massimo del voyeurismo!

C’è poi un’altra serie di telecamere – sempre dell’Ibb, sempre raggiungibili da un link bene in vista sul sito – con cui ogni tanto mi diverto: quelle che – per strada – consentono di localizzare per tempo ingorghi, imbottigliamenti, code selvagge! Io non guido, per andare dall’altra parte del Bosforo prendo solitamente il battello: ma il traffico a Istanbul è qualcosa di serissimo, quando la scorsa estate i ponti sospesi hanno subito parziali chiusure causa lavori, c’erano bollettini – radio, tv e web – sulla lunghezza delle file e sui tempi di percorrenza praticamente ogni ora!

In questo caso, le telecamere – fisse – sono ben 411: in tutti i punti nevralgici della città, consultabili attraverso una grande mappa che – secondo dopo secondo – da informazioni utili e rappresenta la densità in autoveicoli. Uno strumento anche terribilmente utile.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.