La giornata mondiale del jazz a Istanbul, 30 aprile 2013

Ieri vi ho parlato della giornata mondiale della commedia dell’arte, oggi di quella del jazz: sempre a Istanbul, ovviamente; cambiano però le date e la rilevanza della manifestazione. La giornata mondiale del jazz è stata istituita dall’Unesco, lo scorso anno: quella del 2013 sarà di conseguenza la seconda edizione, il 30 aprile con gli eventi principali a Istanbul e poi altri sparsi in circa 80 località in tutto il mondo. Che poi, fine aprile e inizio maggio – coi “ponti” in Italia – è un periodo particolarmente propizio per venire: ma in caso portatevi una giacca per la sera, quando c’è vento – quello gelido che arriva dal mar Nero e s’incanala nel Bosforo – può fare freschetto.

Il jazz, dicevamo. Beh, molti potranno rimanere sorpresi: ma al di là della giornata Unesco, a Istanbul già si tiene un importante festival – organizzato dalla fondazione di arte e cultura Iksv, nel mese di luglio – che è ormai arrivato alla ventesima edizione, oltre a un festival più recente durante il Ramadan; partecipano musicisti di fama, turchi e internazionali: e spesso vengono utilizzati come palcoscenici alcuni dei luoghi più suggestivi della città (come i giardini del palazzo imperiale di Topkapı).

La Iksv si occuperà di coordinare anche la giornata del 30 aprile, alla conferenza stampa di ieri mattina – nella loro sede – purtroppo non sono riuscito ad andarci: ma ho recuperato coi comunicati stampa, compreso quello dell’Unesco. Ho scoperto – confesso di non conoscere o amare particolarmente questo genere musicale – un legame cronologicamente profondo tra la Turchia e il jazz: che risale agli anni ’30 e ’40, quando i figli dell’ambasciatore di Turchia a Washington – Münir Ertegün – organizzavano nella residenza diplomatica (col convinto sostegno del padre) delle jam session domenicali con grossi nomi; anzi, l’attuale ambasciatore – Namık Tan – in quella stessa residenza dal 2011 organizza una serie di concerti di jazz, intitolati per l’appunto a Ertegün.

La giornata del 30 aprile, a cui ha dato il suo concreto sostegno Thelonious Monk Institute of Jazz, ha degli scopi non solo artistici: celebrare il jazz e apprenderne la storia, ma anche “evidenziare il suo ruolo come forma di comunicazione che trascende le differenze.” Inizierà con una performance mattutina per gli studenti del liceo Galatasaray; proseguirà con seminari e workshop, proiezioni e master class in due università.

Avrà il suo clou nella magica cornice di Aya Irini (la chiesa utilizzata come centro culturale nei giardini di Topkapı), con un concerto che verrà trasmesso in diretta web e a cui parteciperanno: i pianisti John Beasley, George Duke, Robert Glasper, Abdullah Ibrahim, Keiko Matsui e Eddie Palmieri; i vocalist Al Jarreau, Milton Nascimento e Dianne Reeves; i trombettisti Hugh Masekela, Imer Demirer e Christian Scott; i bassisti James Genus, Marcus Miller e Ben Williams; i percussionisti Terri Lyne Carrington, Vinnie Colaiuta e Pedro Martinez; i clarinettisti Anat Cohen e Hüsnü Şenlendirici (il musicista della foto); i chitarristi Bilal Karaman, John McLaughlin, Lee Ritenour e Joe Louis Walker; i sassofonisti Dale Barlow, Igor Butman, Jimmy Heath, Wayne Shorter e Liu Yuan; il violinista Jean-Luc Ponty; altri artisti che verranno annunciati nelle prossime settimane. Ne parlerò ancora sul blog.

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