La lunga marcia di Istiklal Caddessi

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Più di diecimila persone hanno sfilato oggi in un corteo nella via centrale di Istanbul, Istiklal Caddessi. La via era davvero piena di persone, stipata all’inverosimile: cartelli neri e slogan ovunque, e un bel po’ di tensione a fior di pelle, come potete vedere nelle fotografie qui sotto. Per che cosa manifestavano oggi, tutte quelle persone?

Il corteo è stato organizzato per ricordare il quinto anniversario dell’uccisione di un giornalista turco-armeno, Hrant Dink, ancora al centro di un caso giudiziario che desta sospetti di responsabilità da parte di pezzi dello Stato. “Siamo tutti Hrant, siamo tutti armeni”, era scritto su cartelli circolari neri esibiti oggi dalla folla dei manifestanti.

Il resto, lo si legge sul comunicato ufficiale diffuso dall’Ansa di oggi:
“Dink era stato ucciso a Istanbul nel gennaio 2007 a 52 anni, in pieno giorno all’uscita dalla redazione, dopo aver ricevuto minacce di morte da parte di fanatici nazionalisti turchi che non gli perdonavano i molti articoli firmati sul settimanale turco-armeno Agos di cui era direttore. Nei pezzi Dink esortava la Turchia moderna ad accettare la propria responsabilita’ nei massacri di armeni compiuti ai tempi dell’Impero Ottomano, stragi che Ankara nega siano stati un genocidio”.

”Questo processo non doveva finire cosi”’, era la scritta su uno striscione affisso su un palazzo con la foto in primo piano del giornalista: il procedimento a cui ci si riferisce e’ l’assoluzione pronunciata l’altro ieri per 18 dei 19 presunti complici dell’omicida minorenne reo confesso gia’ condannato nel luglio scorso a quasi 23 anni di carcere. Una successiva condanna di alcuni funzionari dei servizi di sicurezza ha in sostanza provato che le forze dell’ordine erano a conoscenza dei piani per l’omicidio di Dink ma non agirono per impedirlo, creando indignazione.

La necessita’ di proseguire l’inchiesta in fase di appello, già sottolineata ieri dal ministro della Giustizia Sadullah Ergin e oggi dallo stesso presidente del tribunale che ha assolto quasi tutti i complici, e’ stata ribadita al massimo livello dal presidente della repubblica, Abdullah Gul: ”Il processo Hrant Dink e’ un processo importante. Ha un delicatezza particolare in quanto riguarda un nostro concittadino non-musulmano”, ha detto oggi a giornalisti il capo dello Stato aggiungendo che ”concludere il processo d’ora in poi in modo giusto e trasparente e’ per noi un test. © Copyright ANSA – Tutti i diritti riservati”.

Quella degli armeni, insieme a quella dei curdi, è ancora una delle grandi questioni aperte qui in Turchia, una delle patate bollenti, uno dei nodi da sciogliere. Cortei di questo genere si stanno facendo sempre più frequenti di questi tempi: quello di oggi passerà certo alla storia.

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