La mappa delle proteste a Istanbul

Alcuni lettori del blog che hanno intenzione di venire a Istanbul nelle prossime settimane e nei prossimi mesi – per finalità turistiche – mi hanno chiesto consigli su come comportarsi: da quali zone stare alla larga, se addirittura è opportuno cancellare le prenotazioni.

Comincio con il sito “Viaggiare sicuri” dell’unità di crisi del nostro ministero degli esteri:

In considerazione delle proteste registratesi nei principali centri urbani in data 1 giugno 2013, si invitano i connazionali a prestare la massima prudenza, evitando di recarsi in zone soggette a manifestazione, in particolare nelle città di Istanbul e Ankara.

LEGGI ANCHE: La Triennale d’arte di Istanbul (2013) a piazza Taksim

LEGGI ANCHE: I lavori di piazza Taksim

LEGGI ANCHE: La nuova piazza Taksim prende forma

LEGGI ANCHE: La nuova piazza Taksim (reprise)

Sinceramente non credo fosse necessario il consiglio della Farnesina per decidere di non farsi coinvolgere nelle sommosse; il punto è: quali sono in concreto le zone da evitare? Quelle in cui è meglio non pernottare e da cui stare comunque rigorosamente alla larga. Queste zone sono essenzialmente due: piazza Taksim e la non lontana Beşiktaş (dove c’è il palazzo ottomano di Dolmabahçe, in cui il primo ministro Erdoğan ha il suo ufficio istanbuliota), entrambe sul lato europeo. Ovviamente il consiglio vale per questi giorni, magari fra una settimana tutto sarà tranquillo: e chi lo può sapere? In effetti, penso sia preferibile rinunciare a visitare l’area di Beyoğlu nella sua interezza – Istiklal caddesi, i quartieri che degradano verso il Bosforo – perché c’è comunque il rischio di respirare lacrimogeni o di ritrovarsi invischiati in scontri anche occasionali.

LEGGI ANCHE: Le moschee di Istanbul, la Cumhuriyet camii di piazza Taksim

LEGGI ANCHE: La Istanbul di Henri Prost (1931-1951), documenti e foto

LEGGI ANCHE: Taksim. Il cuore di Istanbul

LEGGI ANCHE: La storia del parco Gezi di Istanbul

Al di là di queste aree nella zona europea, il resto della città è sostanzialmente tranquillo: il massimo che rischiate è uno strombazzamento di automobili che sventolano il vessillo nazionale o le rumorose percussioni di pentole e coperchi la sera alle 21 (per qualche minuto). Per essere del tutto al sicuro, basta rimanere nel quartiere turistico di Sultanahmet: in cui non si registrano episodi di violenza e neanche assembramenti; e poi magari cogliete la palla al balzo per visitare – oltre ai monumenti della penisola storica – anche il lato asiatico. Ma vi ripeto: non fatevi prendere dal panico, le condizioni per una visita piacevole della città – anche se purtroppo non di tutta – ci sono ancora tutte.

LEGGI ANCHE: Le proteste di piazza a Istanbul (maggio-giugno 2013)

LEGGI ANCHE: Le foto delle proteste a Istanbul

LEGGI ANCHE: Le proteste a Istanbul e la cultura negata

Precedente Le proteste di piazza a Istanbul (maggio-giugno 2013) Successivo Consigli di viaggio, sui passi di Dan Brown

Un commento su “La mappa delle proteste a Istanbul

  1. Pingback: Le foto delle proteste a Istanbul | Vivere Istanbul

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.