La meta preferita dagli Istanbuliani: Fethiye!

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Dove vanno in vacanza gli abitanti della bella Istanbul? Vanno in cerca di spiaggia, sole, mare e meraviglia, in un luogo a sud del paese chiamato Fethiye, quasi di fronte alla famosa isola greca di Rodi.

A km 135 sud-est di Marmaris, affacciata sul Dodecaneso, Fethiye ha una marina bellissima, situata all’inizio di una baia paradisiaca, cosparsa di isole. Domina il porto una fortezza sulla collina, costruita dai Cavalieri di Rodi, e sulle alture della città, chiamata anticamente Telmessos, si possono ammirare numerose tombe della Licia, scolpite nella roccia.

Per gli amanti della spiaggia c’è un luogo speciale: la stupenda Çalış, una lingua di sabbia bianchissima!

Proseguendo si incontra poi Oludeniz, considerata da molti la spiaggia più bella di tutta la Turchia.

A quattro chilometri della città, verso ovest, con un caicco si raggiunge un’altra località magica: l’isola Gemiler, proprio di fronte ad una piccola baia che si estende all’ombra di alberi di pino ed olivo.

Sbarcare sull’isola di Gemiler è un po’ tuffarsi in piena epoca bizantina, quando tra gli isolotti al largo della Licia si nascondevano i pirati in attesa di navi da assaltare. Pini, olivastri e macchia mediterranea si insinuano tra case, cisterne, e mosaici.

L’isola è ricca di reperti storici ed è conosciuta con il nome di Isola di San Nicola, dato che ospita un’antica chiesa dedicata al santo.

Qui, le rovine bizantine fanno capolino tra i pini marittimi; altre giacciono sott’acqua. Secondo le ricostruzioni storiche, nel 240 D.C., un violento terremoto fece affondare parte dell’isola, per questo molto del suo passato giace sott’acqua.

Dov’è Indiana Jones quando ci serve?

Pochi minuti di navigazione attorno all’isola e si può raggiungere, con una passeggiata, l’antico villaggio fantasma greco di Kaya Köyü, abbandonato nel 1923, che appare come un’impressionante distesa di oltre mille case e una chiesa, parzialmente restaurata, con resti di affreschi e un pavimento di ciottoli bianchi e neri.

Panorami da sogno…uno squarcio di mare tra le rovine dell’isola. Il blu del mare che abbraccia il fascino del culto pagano licio, e i primi albori della società Bizantina.

Ora è tempo d’estate, e gli Istanbuliani doc cominciano a prendere d’assalto questi luoghi incantati. Come dar loro torto?

Per arrivare quaggiù si affitta un’auto, oppure si vola fino ad Antalya, e da lì si raggiunge Fethiye in munibus o in taxi. Poi, con un caicco, si può fare il tour delle isole. Noi ci andremo a settembre, quando l’esodo estivo sarà oramai sfumato! E le acque saranno più calme e tranquille…

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