La musica di Istanbul e Costantinopoli

Mercoledì sera, tornando a casa, sono stato accolto da melodie e ritmi che mi sono sembrati familiari. Non dentro casa, mentre ero ancora per strada: vicino al grande parco che ospita concerti, spettacoli teatrali e manifestazioni culturali di ogni genere; la scorsa estate, qualcuno ha pensato bene di tentare il record del Guinness della più lunga maratona musical-teatral-artistica: giorno e notte a suonare, ballare e recitare, praticamente sotto il balcone della camera da letto (di tanti posti, dico io…).

Comunque, sto divagando. La musica dal parco, ieri sera: musica di una banda, con tamburi e piatti; ero sovrappensiero e stanco, dopo una giornata tra burocrazia, interviste e conferenze: ho avuto la strana sensazione di trovarmi non a Istanbul ma dalle mie parti in Italia: perché nei paesottoli vicino latina è viva la tradizione degli sbandieratori simil-medievali e dei musicisti – sempre in calzamaglia – che li accompagnano.

Un momento di smarrimento, niente di più. Ma forse non è un caso se – qualche giorno prima – avevo letto uno straordinario articolo sulla rivista dell’Aramco (la compagnia petrolifera saudita), dedicato alle bande militari ottomane – mehterhane – e alla loro influenza sui grandi musicisti europei come Mozart, Gluck e Beethoven e sulla composizione stessa delle orchestre (l’articolo è in inglese: “Mehter Music Echoes Down the Centuries“): io non avevo nessuna idea che i vari strumenti e percussione – dai timpani ai piatti e altro ancora, non conosco bene i termini esatti – sono stati introdotti in Europa dopo aver incrociato le bande dei giannizzeri sul campo di battaglia.

Esiste una banda storica che si esibisce regolarmente al museo militare di Harbiye, non lontano da Taksim: purtroppo non conosco gli orari (provo a informarmi direttamente alla fonte, la prossima volta che ci passo), in compenso sul sito web del museo c’è una bella presentazione – in turco e in inglese – con la storia della banda e con una descrizione degli strumenti usati; li ho sentiti suonare una sola volta ed è stato emozionante: una sera per l’inaugurazione di una mostra sulla Cina, qualche mese fa al palazzo imperiale di Topkapı.

Dall’articolo su Saudi Aramco World ho anche scoperto lo straordinario lavoro di Mehmet Sanlıkol e del collettivo musicale Dünya. Sanlıkol è un musicologo e un musicista, va a caccia di brani e canzoni – spesso perduti – delle più disparate tradizioni di epoca bizantina e ottomana: anche delle minoranze armena, greco-ortodossa, sefardita, sacra e profana; specificamente sulla musica delle bande, ha scritto un bel libro nel 2011: pubblicato qui a Istanbul, dalla casa editrice Isis (The Musician Mehters).

Hanno preparato, in pochi anni di attività, 8 cd: uno in occasione di Istanbul 2010 capitale europea della cultura, “A Story of The City: Constantinople, Istanbul” con 40 brani appartenenti a ogni epoca e ogni scuola musicale. Il bello è che tutti i cd possono essere ascoltati direttamente online, sul sito web dell’associazione: ci sono anche musica di Cipro, il canto degli uccelli, i mistici sufi, la liturgia greco-ortodossa, canti d’amore e molto altro ancora. Li ho contattati, mi hanno preannunciato un possibile concerto a giugno/luglio qui a Istanbul.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

2 Risposte a “La musica di Istanbul e Costantinopoli”

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