La nuova piazza Taksim prende forma

Impegnato a seguire una conferenza all’hotel Ceylan (all’interno del parco Gezi), ho avuto poi modo di dare un’occhiata alla nuova piazza Taksim: i lavori sono ancora ampiamente in corso, qualche rilevante novità ha però preso forma. E’ stato infatti attivato il tunnel per convogliare sottoterra tutto il traffico automobilistico che fino a qualche mese fa invadeva e soffocava la piazza, rendendola molto poco piacevole da percorrere; in più, sono stati eliminati anche i capolinea degli autobus pubblici: ulteriore sfregio e ingombro di Taksim com’era.

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In realtà, al momento ci sono ancora delle fermate volanti di alcune linee: non più all’interno, ma ai margini del nuovo perimetro “allungato” della piazza (la superficie pedonale è significativamente aumentata); la relativa segnaletica ancora non c’è, bisogna informarsi sul proprio bus in modo estemporaneo. Inoltre, la piazza si presenta come uno strano miscuglio di asfalto, bordi di marciapiede in travertino e cemento; il sindaco Topbaş – anche in vista delle elezioni municipali di marzo – ha annunciato significativi abbellimenti, verde e quant’altro: ma come troppo spesso accade a Istanbul non si conoscono i relativi progetti, che magari andrebbero discussi pubblicamente.

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Ad ogni buon conto, l’impatto è in prospettiva magnifico: la grande superficie al momento un po’ desolata, l’orizzonte allargato anche in virtù dell’abbattimento dei locali in muratura che – con ristoranti fast food – delimitavano il perimetro del giardino urbano di Gezi. Rimane soprattutto da scoprire cosa ne sarà del progetto complessivo – origine delle sommosse di maggio e giugno – che prevede la ricostruzione della caserma ottomana di artiglieria: progetto che a me personalmente non dispiace (non mi piace invece lo stacco e frattura tra la piazza e il giardino in cui gli alberi di alto fusto sono eccessivamente densi).

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