La Turchia alla guida del G20

CTRiproduco anche qui il mio nuovo post del blog di “cose turche” che tengo per LookOut News

La Turchia è presidente di turno – per il 2015 – del G20. Lunedì e martedì – 9 e 10 febbraio – è in programma a Istanbul il primo meeting dei ministri delle Finanze e dei governatori delle banche centrali, ma già il vice-premier di Ankara responsabile dell’economia – Alì Babacan – ha più volte presentato le priorità della presidenza turca: da ultimo, proprio alla vigilia, nel corso della conferenza organizzata dall’Institute of International Finance.

La ricetta di Babacan è semplice da memorizzare e ampiamente condivisa dagli esperti, le 3 “i” (no, non hanno nulla a che vedere con l’inglese/Internet/impresa di Berlusconi!): inclusività, implementazione, investimenti.

Inclusività, nel senso di promuovere una crescita bilanciata e non squilibrata: all’interno di ogni singolo paese come su scala globale. Le leve: da una parte, le piccole e medie imprese alle quali dedicare un nuovo organismo internazionale (bisogna soprattutto facilitarne – secondo Babacan – l’accesso al credito e assecondarne la capacità di innovare); dall’altra, i paesi in via di sviluppo a basso reddito, che la Turchia cercherà di coinvolgere quanto più possibile nelle decisioni del G20.

Implementazione, con l’obiettivo di realizzare quanto prima – a dispetto delle scorciatoie populiste, degli interessi di breve periodo del ciclo elettorale – le oltre 1000 misure già decise: che quando verranno messe finalmente in atto porteranno secondo le stime fornite a un incremento di 2 trilioni di dollari al Pil globale e di milioni di posti di lavoro.

Investimenti, essenzialmente nel campo delle infrastrutture: da realizzare attraverso partnership pubblico-privato, come la Turchia sta facendo per i suoi grandi progetti (tunnel sotto il Bosforo, terzo ponte sopra il Bosforo, rete ferroviaria ad alta velocità, rete autostradale, porti e aeroporti). Sono infatti le infrastrutture che offrono il miglior ritorno possibile per gli investimenti e aprono nuove possibilità di mercato per produttori e interi stati finora rimasti ai margini della globalizzazione.

In ogni caso, l’impegno della Turchia per questa presidenza di turno è esemplare: sia perché è l’unico grande consesso internazionale in cui può svolgere in modo continuativo un ruolo guida, sia perché – in questo modo – può riaccreditarsi come potenza virtuosa dopo i danni d’immagine degli ultimi due anni.

Precedente Il museo di pittura di Dolmabahçe (e Fausto Zonaro) Successivo Palivor, specialità gastronomiche della Tracia a Istanbul

Un commento su “La Turchia alla guida del G20

  1. Pingback: La Turchia alla guida del G20 | Istanbul, Avrupa

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.