La Turchia in Italia, il gemellaggio tra Genova e Beyoğlu

In un articolo di qualche mese fa – “Genova e Istanbul, il ritorno della Storia” – avevo parlato della visita di una delegazione del comune di Genova e di una contestuale mostra fotografica sulla città ligure: il passo preliminare – in un percorso avviato già nel 2007 – per la formalizzazione di un gemellaggio con la municipalità di Beyoğlu e l’avvio di un programma culturale estremamente ambizioso. Il 9 ottobre, a Genova, l’accordo è stato finalmente siglato: contestualmente, è stata inaugurata una mostra fotografica sul quartiere di Istanbul già noto come Galata e Pera.

Avevo scritto a febbraio: “Galata – il quartiere tutt’attorno, sul Corno d’oro – è stato prima insediamento commerciale e poi formalmente colonia genovese per secoli, fino alla conquista ottomana del 1453: rimangono in piedi – malandati e sostanzialmente abbandonati – numerosi edifici di quell’epoca in una zona adibita a magazzini e commerci, proprio a ridosso della Bankalar caddesi che a fine ‘800 divenne il centro finanziario dell’impero. Uno dei progetti dell’assessore [alla cultura e al turismo Carla] Sibilla è particolarmente suggestivo: la creazione di un percorso di visita nei luoghi genovesi di Istanbul, insieme operazione di recupero della memoria e di valorizzazione turistica.” Ma il programma culturale prevede anche altro: scambi di ogni tipo, mostre sui rapporti pluri-secolari tra Genova e Istanbul.

La mostra su Beyoğlu, in programma fino al 31 ottobre, è curata da Beste Gürsu e presenta 56 scatti; il titolo dice già tutto, “La culla delle civiltà”: perché vengono mostrati scorci e monumenti che illustrano stratificazioni storiche e influssi culturali diversissimi tra di loro, vecchi di millenni. Il depliant informativo è orgogliosamente esplicito: “Centro residenziale da 2600 anni, preserva le antiche tracce dei Genovesi, Bizantini, Arabi e Ottomani e conserva l’esistenza di un susseguirsi di civiltà che [si] completano l’un l’altra. Beyoğlu, sin dall’antichità, è stato centro del patrimonio commerciale, religioso, politico, culturale, artistico e intellettuale. L’esperienza di vita plurilingue e multiculturale presente a Beyoğlu e la mentalità qui generata sono i maggiori elementi distintivi della Turchia contemporanea“; e ancora: “L’Università Mimar Sinan a Fındıklı, il Comando di Zona Marittimo del Nord a Kasımpaşa, il Museo Industriale Koç a Sütlüce, il Palazzo Estivo a Aynalıkavak, la Via Istliklal e tutti gli edifici storici situati su tale via, il ‘Çiçek Pasajı’(Passaggio dei fiori), Balık Pazarı (Mercato del pesce), Teatro Ses, la Casa Musicale Borusan, i cinema, gallerie d’arte, teatri, la seconda metropolitana del mondo a Tünel, il tram, la Torre di Galata sono solo alcuni dei luoghi principali da citare… A Beyoğlu, ogni strada, ogni viale rappresenta la magnifica memoria storica delle civiltà.

E segnalo un mio post agostano – “La torre di Galata, le fortezze genovesi e l’Unesco” – sull’iniziativa turca di candidare le fortezze genovesi (ne esiste uno analogo dell’Ucraina, per la Crimea) di Istanbul, della costa Egea e di quella del mar Nero: spunto eccellente per una possibile cooperazione italo-turca.

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