Le chiese-moschea di Istanbul, Pammakaristos-Fethiye

Fethiye

AGGIORNAMENTO APRILE 2019: la chiesa-moschea del Pammakaristos/Fehtiye, a Fatih, è al momento chiusa per restauri (e la struttura ne aveva disperato bisogno, sia all’esterno sia all’interno). Chissà quand’è che riaprirà…

 

Uno dei temi che mi appassiona di più da quando vivo a Istanbul è la sua natura cosmopolita: i rapporti tra le religioni nel corso dei secoli – dalla convivenza armonica ai conflitti, a seconda dei periodi – e le tracce che hanno lasciato nelle tradizioni, nelle parole, nelle architetture. Uno dei fenomeni più interessanti, dal mio punto di vista, riguarda le chiese trasformate in moschee dopo la conquista ottomana del 1453: alcune nell’ultimo secolo desacralizzate e aperte al pubblico, l’esempio più noto è Hagia Sophia-Ayasofya che è uno dei monumenti più visitati a Istanbul (e dopo l’uscita del nuovo libro di Dan Brown ambientato a Istanbul, è facile predire un aumento massiccio dei flussi)

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Tra tutti questi edifici bizantini, quello che mi affascina di più è la chiesa di Theotokos Pammakaristos (dedicata alla Beata Madre di Dio) nella zona del quartiere di Fatih che si affaccia sul Corno d’oro: trasformata in moschea nel 1591 – la moschea di Fethiye (Fethiye camii, la moschea della conquista: non quella di Costantinopoli, ma quella della Georgia e dell’Azerbaigian da parte del sultano Murad III che ne decise la riconversione) – e come tale ancora in uso, mentre la cappella del parekklesion ricca di mosaici è aperta al flusso turistico.

E’ una chiesa importante: costruita tra l’XI e XII secolo, ha ospitato per più di un secolo la sede del Patriarcato greco-ortodosso – successivamente e ancora oggi al Fener – dopo la trasformazione di Hagia Sophia in moschea. Lo so, si tratta di vicende complicate e intricate magari difficili da seguire e metabolizzare: ma il fascino di Istanbul è proprio questo!

La chiesa-moschea è conosciuta e quindi indicata in tutte le guide: non sono in grado di darvi indicazioni precise, perché tutto dipende dal vostro punto di partenza; si trova in una zona abbastanza povera ma comunque ospitale e sicura. Il costo del biglietto d’ingresso è irrisorio: 5 lire turche, 2 euro; ma è visitabile – per l’appunto – solo la cappella del parekklesion, in cui mosaici – soprattutto il Cristo Pantokrator nella cupola del naos – sono memorabili.

Basta girare l’angolo, invece, ed ecco la chiesa-moschea vera e propria: un ambiente a cinque navate che conserva i pilastri originali ma è privo dei muri interni ed è tenuto abbastanza male (molta polvere, oggetti accatastati: un’impressione generale di disinteresse); il mirhab – la nicchia che segna la direzione della Mecca – è fuori asse di circa 25-30°: quando la moschea è affollata, qualche fedele rischia di trovarsi di fronte a un pilastro (le donne dispongono di un ambiente a parte, nell’antico nartece). Quello che mi chiedo è: sono magari rimasti coperti e protetti dall’intonaco mosaici come quelli del parekklesion?

Fethiye Müzesi
Fethiye Caddesi, Çarşamba – Fatih
(aperto tutti i giorni ad eccezione del mercoledì, dalle 9 alle 18)

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