Le donne in Turchia: quello che la disinformazione non dice

CT(già pubblicato sul mio blog “Cose turche” di Look Out news)

Ma davvero il presidente Erdoğan è stato così screanzato da mettersi a offendere le donne – tutte, indistintamente – nel corso di una conferenza sulle donne, alla presenza di esperti internazionali e di centinaia di donne che animano un’organizzazione vicina al suo partito? Ma davvero il presidente Erdoğan è stato così maldestro da proporre un ruolo di mamma a tempo pieno – per di più, subordinata formalmente all’uomo – di fronte alle sue sostenitrici “in carriera”, a donne e giovani fanciulle che hanno carriere ben avviate nel mondo delle professioni liberali, dell’accademia, dell’imprenditoria, della politica? Bastava esserci stati nell’hotel di Istanbul che ha ospitato la conferenza – e io come sempre c’ero! – per rendersi conto di chi erano le interlocutrici di Erdoğan e di come hanno reagito alle sue parole: con soddisfazione, con entusiasmo, con gratitudine.

E invece, qualche giornalista d’agenzia non nuovo a queste meschinerie (la Reuters, se non sbaglio), ha estrapolato una frasetta riportandola in modo tendenzioso – “l’uguaglianza tra gli uomini e le donne è contro natura” – e i media italiani si sono unanimemente scagliati conto il mostro islamico: come accade regolarmente, su imbeccata delle due agenzie che operano qui – ma che personalmente non incontro quasi mai, in queste occasioni – e di una collaboratrice de La Stampa che non perde occasione per mostrare la sua radicata e inflessibile ostilità nei confronti dell’Akp. Hanno seminato odio nel corso degli anni, adesso raccolgono i frutti del loro lavoro: perché nessuno controlla o mette in dubbio le sciocchezze che rifilano ai loro lettori.

Nei fatti, il presidente turco – e nella giornata di lavori successivi, esperti anche europei e americani non necessariamente di fede islamica – ha proposto di sostituire il concetto di “uguaglianza” tra uomo e donna con quello di “equivalenza”; non ha mai detto che la donna è “inferiore” all’uomo: e ha sostenuto, come esempi concreti, che la maternità rende la donna speciale e pertanto va tutelata e che le donne non vanno fatte lavorare in miniera come all’epoca dei regimi comunisti. Cosa c’è di così offensivo? Ma poteva mai suggerire di far figli e rimanere a casa proprio alle donne “in carriera” che lo sostengono politicamente? Donne che spesso hanno il grande merito di saper coniugare carriera e maternità.

Mercoledì, nel corso di un altra conferenza, lo ha spiegato esplicitamente: le sue parole sono state distorte e travisate, il suo pensiero è che le donne – più che essere semplicemente “uguali” agli uomini – devono essere “ugualmente rispettate”. Ma l’impegno a favore dei diritti delle donne da parte di questo governo è testimoniato da iniziative a ripetizione – innovative e coraggiose – in campo legislativo e amministrativo: chi segue la Turchia, soprattutto in qualità di corrispondente, queste cose dovrebbe saperle. Ovviamente nessuno chiederà scusa per questa caduta rovinosa di professionalità, per i pregiudizi ulteriormente incentivati, per la vergognosa e inarrestabile campagna di disinformazione e delegittimazione che sta travolgendo i fatti e il buon senso.

4 Risposte a “Le donne in Turchia: quello che la disinformazione non dice”

  1. Leggendo i giornali dell’OCCIDENTE, mi sono ricreduto nella disonesta di quella massmedia… Senza vergogna stanno contorcendo le dichiarazioni a favore della donna del Presidente di Repubblica ERDOĞAN , stanno cercando di ingannare i loro lettori… E quella italiana ? é una dei peggiori: intenzionalmente, non controllano le notizie arrivati attraverso le agenzie…..Si lasciono a bindolare dai loro stessi colleghi malintenzionati, come i stupidi… Anche la gente piu disonesta, potrebbero vergognarsi di un comportamento di questo tipo… Ma la stampa italiana, no……..

    1. Ecco la sympa internazionale….. Puzza di disonesta dai tutti i pori…La dichiarazione di ERDOĞAN che era alla difesa della DONNA,,é stata manipolata dalle persone disonesta fino al midollo, da ingannare i loro lettori ignari…. A questa gente, non sputerei nemmeno in facfia….Perche mi dispiacerebbe per lo sputo sprecato…

  2. Purtroppo molto é lost in translation, la lingua turca é complessa e raffinata. Pochi sanno trasmetterla (non dico tradurla) correttamente. Non tirero’ fuori che le donne turche hanno avuto il voto nel 1934 ( non importa che glielo abbia dato Ataturk, é il principio che conta, cioé di come é considerata la donna in Turchia, perche nemmeno Mussolini ha pensato di far votare le donne italiane ) e che i turchi hanno gia avuto una donna presidente che in Italia é ancora molto al di la dal venire. In breve ho piu paura ad attraversare piazzale Lotto a Milano in pieno giorno che girare per strade buie e deserte di sera a Suadiye. Certo come correttamente dice lei e dico io agli amici, anche qua c’é violenza contro le donne, che discorsi! i turchi sono umani, mica santi , é insita in certa natura marcia maschile, ma non é specifica di razza o religione. Io pero rimprovero ai turchi sempre tolleranti, di non fare robuste campagne di controinformazione (per esempio come quella del F1 2020 a Istanbul, bellissima) per ribattere e smentire la disinformazione perniciosa corrente in Europa specie in Italia contro la Turchia ( PS: ma perche ce l’hanno tanto contro i turchi?. Perche sono mussulmani? Mbeh anche gli indonesinai sono musulmani perche non se la prendono con loro? Sono anche di piu se non sbaglio)

    1. Sì, io è da quasi 10 anni che cerco di far capire “a chi di dovere” che è necessario sia contrastare la disinformazione, sia superarla con una presentazione della Turchia più al passo coi tempi. Purtroppo non mi vogliono dare retta.

      Per il resto, la Turchia paga: 1) secoli di guerre, quindi di propaganda negativa; 2) pregiudizi contro l’Islam, rinfocolati dal populismo di destra dopo l’11 settembre di bin Laden; 3) l’orientamento prevalentemente a sinistra dei mezzi di comunicazione, che mal tollerano l’esistenza di governi conservatori (di centro-destra, di destra)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.