Le mostre a Istanbul, Frammenti d’archivio al SALT

Il museo SALT – nelle due sedi non lontane di Galata e Beyoğlu – è uno degli esperimenti culturali meglio riusciti a Istanbul negli ultimi anni: mostre prestigiose, rassegne cinematografiche, concerti e conferenze nell’auditorium, una fornitissima biblioteca e materiale archivistico per fare ricerca. Non per niente, ho inserito il SALT Galata – che in più accoglie la mostra permanente sulla Banca ottomana di cui era la sede principale – nella lista dei 10 luoghi assolutamente da vedere a Istanbul: insieme agli altri fantastici edifici di fine ottocento che costituivano la cittadella finanziaria della città e di tutto l’impero ottomano. Appena possibile, su quella zona di Galata scriverò un itinerario: ci sono moltissime cose da riscoprire.

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9-Said Bey-cizilmis fotografAl terzo piano, c’è una grande stanza che ospita piccole mostre molto particolari: tutte sul tema degli archivi storici, di epoca sia imperiale sia repubblicana (pre e post 1923). Lo spazio ha un nome che dice già tutto: “Archivi aperti”. La mostra aperta da pochi giorni ha per titolo “Frammenti d’archivio“: e a partire da documenti, da foto e da oggetti vari appartenuti a membro dell’élite burocratica che risponde al nome di Said Bey (vissuto dal 1865 al 1928; interprete di corte, insegnante alla Scuola imperiale) e ai suoi familiari – custoditi e donati al museo dalla pronipote Hatice Gonnet Bağana – è possibile rivivere l’epoca di transizione degli anni 1900-1940. Said Bey era francofono, lo ricorda anche il suo necrologio (“Eccellente francofono, abile conoscitore dei codici comportamentali della civiltà occidentale“): ma tutti i suoi scritti autografi – agende varie, anche lettere – sono in ottomano, scritto coi caratteri arabi fino alla riforma di Atatürk che nel 1928 impose l’alfabeto latino.

La mostra è stata studiata nei minimi particolari da Ece Zerman, giovane ricercatrice che su Said Bey ha preparato una tesi di master; l’idea è quella di mostrare la vita privata di tre generazioni della famiglia in parallelo allo scorrere della politica nazionale, per far capire i mutamenti del modo di vivere e le influenze del processo di trasformazione della Turchia (da impero e repubblica, per l’appunto). Emblematiche sono le foto, tratte e riprodotte dai 26 album in dotazione: che in gran parte trasmettono l’idea della famiglia moderna, sorridente, ben vestita e dotata di tutti i confort. L’allestimento è estremamente raffinato: e dà spazio anche alla musica (dischi d’epoca), agli odori (la lavanda citata in alcune lettere), a qualche volume della biblioteca di casa, agli oggetti più cari come medaglioni che custodivano ritratti fotografici e ciocche di capelli.

La mostra rimarrà aperta fino al 23 marzo, l’ingresso è – come per tutte le altre attività del SALT – completamente gratuito.

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