Le pasticcerie di Istanbul, Cemilzade

Cemilzade

Ho deciso di aprire una nuova rubrica, dedicata a uno dei più allettanti incentivi a trasferirsi in città: le pasticcerie di Istanbul, condensato di arte e storia, di colori e sapori. Avevo in effetti deciso di farlo da tempo, con l’idea di cominciare dalla mia preferita (ve la svelo nelle prossime puntate): ma proprio l’atro giorno ne ho scoperta un’altra particolarmente sorprendente – per le vicende umane che custodisce – e ho deciso di cambiare programma.

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Il tempio del gusto in questione si chiama Cemilzade: ci passo davanti da due anni – e da un anno con regolare frequenza, visto che è esattamente di fronte alla mia palestra – ma non ho mai sentito l’esigenza di entrarci, anche se quel 1883 (la data di fondazione) aveva catturato la mia attenzione; poi, di corsa verso un invito a cena, ho fatto un tentativo: incantato il luogo, incantevoli i prodotti.

La prendo alla lontana, parto proprio dal 1883: l’anno in cui Cemil Bey – che era contemporaneamente musicista di corte e compositore – aprì il suo primo negozio nella penisola storica. Dopo la rivoluzione dei Giovani turchi – nel 1909 – si trasferì al Cairo: dove proseguì con successo la sua duplice attività, fino alla sua morte nel 1928; di ritorno a Istanbul, i suoi figli e poi nipoti tennero in vita la tradizione – a Kadıköy – dal 1937 al 1985. Dopo un decennio d’interruzione, l’avventura imprenditoriale dei discendenti di Cemil Bey è ricominciata: con 4 negozi a Istanbul (Selamiçeşme, Şaşkınbakkal, Etiler, Nişantaşı) e uno a Berlino. Quello di Selamiçeşme è immerso in un nostalgico passato: negli arredi, nelle foto e documenti alle pareti.

Anche i prodotti di Cemilzade sono realizzati in base alle ricette di una volta: io ho comprato e poi assaggiato il marzapane (pasta di mandorle; in turco, ezme), così buono non mi era mai capitato! La gamma comprende: lokum (tema di un futuro post nella serie “I sapori di Istanbul”) al pistacchio, alle nocciole, assortiti alla frutta, alla rosa; marzapane in cubetti (in turco, badem ezmesi): di mandorle, di pistacchio, aromatizzati alla frutta, ricoperti di cioccolato; caramelle assortite; confetti e croccanti sempre al cioccolato. I prezzi non sono economici: la qualità eccellente però li giustifica.

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5 commenti su “Le pasticcerie di Istanbul, Cemilzade

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