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Le donne di Istanbul contro i pregiudizi

DonneIstanbul

Riproduco qui solo uno stralcio, il testo completo – insieme ai commenti della giornalista Sara Mauri, a cui si deve la pubblicazione – lo trovate sul blog del Corriere della SeraLa ventisettesima ora“. E’ una lettera scritta da donne italiane e turche di Istanbul, anch’esse indignate per il giornalismo apocalittico e cialtronesco che ha dipinto le donne in Turchia come vittime sottomesse dell’islam più retrogrado e violento. Ne ho parlato anche io sul blog: è stato fatto credere che il cosiddetto “velo islamico” sta per diventare obbligatorio, che per la città girano orde di fanatici che assaltano sistematicamente donne vestite in modo troppo audace: in sostanza, è stato fatto terrorismo mediatico sulla pelle di milioni di persone (tra l’altro, seminando il panico tra congiunti e amici in Italia).

LEGGI ANCHE: Velo islamico obbligatorio in Turchia

[…]

lo scopo di questa lettera è far arrivare un messaggio e delle informazioni che siano corrette, almeno da questo punto di vista: qui in Turchia conviviamo donne col velo e senza, dagli abiti succinti e dall’abbigliamento morigerato. La nostra vita quotidiana, anche se scossa, non é cambiata in seguito agli eventi del 15 luglio. Quello che si faceva prima si fa ora: uscire, andare al lavoro, mettere gli short, fare la spesa, invitare gli amici, andare in piscina, in palestra, al corso di zumba, di découpage, in bicicletta, sui pattini, fare footing, tennis, danza latina…e perfino selfie! Senza che tutto ciò interferisca con la nostra libertà e i nostri diritti in quanto donne.

[…]

Lggetela tutta, poi se volete commentate anche qui (unica mia critica: avrebbero dovuto specificare che non esistono programmi governativi per l’IMPOSIZIONE della religione islamica, quelli di promozione – diretta o indiretta – invece esistono e hanno rilevanza politica).

2 Risposte a “Le donne di Istanbul contro i pregiudizi”

  1. Per una volta- sottolineo una volta- che un messaggio diverso sulla Turchia arriva ai media nazionali, voi invece di esprimere plauso incondizionato, avete da sottolineare i “se” i “ma” e gli “avrebbero”.
    Complimenti.

    1. la critica è stata fatta en passant e tra parentesi: sottolineature non ne vedo (e non ho mai fatto la claque in vita mia…)

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