I libri su Istanbul, L’occhio del diavolo (di Jason Goodwin)

coverDei quattro che ho letto – mi manca l’ultimo, I cospiratori del baklava L’occhio del diavolo è sicuramente il migliore dei romanzi di Jason Goodwin ambientati nella Istanbul ottomana del XIX secolo. L’investigatore eunuco Yashim – nel 1839, alla vigilia dell’insediamento del nuovo sultano Abdülmecid – si trova ad affrontare un caso che come al solito si gioca su due piani: quello del quotidiano nell’harem, di cui vengono svelate con maestria caratteristiche e regole (niente orientalismo, niente odalische), quello dell’alta politica e della diplomazia in una fase particolarmente delicata per le sorti dell’impero, coi russi sempre in agguato.

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C’è anche spazio per la superstizione, per le ricette di cucina, per Giuseppe Donizetti paşa (che dirige un’orchestra formata proprio da fanciulle dell’harem, con esiti non esattamente armonici). Mi resta da leggere I cospiratori del baklava, i cui co-protagonisti sono rifugiati politici italiani e polacchi: ma l’edizione originale in paperback – li sto leggendo tutti così – uscirà solo a luglio.

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