Crea sito

Lorenzo Orsetti, estremista italiano, ucciso in Siria

Orsetti

Prima o poi doveva accadere. Un foreign fighter italiano, un estremista di sinistra di Firenze chiamato Lorenzo Orsetti, è stato ucciso in Siria. E che ci faceva, in Siria? Si era arruolato con lo Ypg, il ramo siriano dell’organizzazione terroristica curda Pkk, per combattere contro l’Isis.

LEGGI ANCHE: Dai centri sociali allo Ypg/Pkk, con furore

Certo, dispiace per la persona. Però, trovo totalmente fuori luogo – anche se la cosa non mi stupisce – la beatificazione che ne sta facendo la stampa italiana. Combattente per la libertà, addirittura per la democrazia? Beh, no! Invece, traviato da un’ideologia estremista – di estrema sinistra – fondata sulla violenza “rivoluzionaria” e sul totalitarismo politico: un’ideologia già sconfitta pesantemente dalla storia, che però in Italia ancora attecchisce (magari inseguendo il falso mito della cosiddetta “resistenza”).

LEGGI ANCHE: Terroristi curdi, terroristi sardi

A Orsetti è andata male, è stato ucciso in un conflitto a fuoco. Altri suoi commilitoni, invece, hanno sfruttato la loro esperienza di “combattenti” per essere invitati in tv o addirittura nelle scuole. Conosco invece un solo caso in cui un foreign fighter italiano – Pierluigi Caria, un estremista sardo – è stato almeno indagato, anche se poi non so se la giustizia ha fatto sul serio il suo corso.

LEGGI ANCHE: Gli italiani combattenti contro la Turchia

Dico: non sarebbe ora di finirla? Non sarebbe il caso che la stampa italiana la smettesse di fare cassa di risonanza per chi – e già questo dovrebbe bastare! – esibisce una stella rossa a 5 punte come suo simbolo? Chi imbraccia le armi in nome di una ideologia estremista e violente non andrebbe stigmatizzato dai media, prima di essere processato e debitamente condannato in tribunale? No: invece questi sciagurati vengono addirittura esibiti nelle scuole come modelli da seguire (e ovviamente non si fanno mai sfuggire l’occasione per diffamare la Turchia).

LEGGI ANCHE: Claudio Locatelli, il giornalista combattente

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.