Lo shopping a Istanbul, il mercato di Göztepe

Mi sono sempre piaciuti i mercati: la confusione, i colori, la scoperta di sapori inaspettati, la ricerca dell’affare, le strategie per richiamare i clienti, le zuffe, le truffe, i volti. Vedo nel mercato l’istituzione decisiva della società moderna: l’imprenditorialità, lo scambio, il meccanismo dei prezzi, la libera scelta. E qui a Istanbul – dalla prima volta che c’ho messo piede, 6 anni fa – ho constatato con immenso piacere che il mercato è al centro della vita sociale: si trova tutto ciò di cui si ha bisogno, i venditori si fanno in quattro per soddisfarti, le aree commerciali – vecchie o avveniristiche – sono sempre affollate.

Come (quasi) ogni lunedì, sono andato a quello sotto casa mia: allestito in un vialone lungo la ferrovia. Mi dicono che è solo uno dei tanti: perché in ogni quartiere di Istanbul – settimanalmente – se ne trovano di simili: prima o poi voglio provarne anche altri, anche se la comodità di quello di Göztepe è ovviamente inarrivabile. Non è un mercato ricco, la gente che vi s’incrocia appartiene più che altro alla classe media che abita da queste parti; noi c’andiamo di solito nel tardo pomeriggio: a fare la spesa – almeno a quest’ora – sono soprattutto donne sui 50-60, dotate di apposita borsa con ruote (chi ne è sprovvisto ricorre ai servigi di qualche volenteroso ragazzino bel equipaggiato, in cambio di qualche moneta); molto meno numerosi i giovani, qualche coppia: penso che queste categorie preferiscano i supermercati, tra l’altro aperti normalmente fino alle 22.

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I commercianti sono per lo più immigrati dell’Anatolia, spesso intere famiglie; molti assicurano la “produzione propria”, alcuni sembrano molto abili nell’arte della presentazione. Al di là dei richiami e degli sconti tattici, questo mercato – ma la stessa cosa varrà per gli altri – mi colpisce per la geometria nell’organizzazione dei prodotti: sistemati con cura e con arte, (quasi) mai alla rinfusa. E vi si trova di tutto: principalmente frutta e verdura di ogni tipo, spezie assortitissime, uova, olive, turşu (la peperlizia?), formaggi di ogni genere (un giorno ve ne parlo approfonditamente); c’è l’omino che spaccia i simit, i venditori ambulanti di çay sono in perenne circolazione. I prezzi sono ovviamente molto competitivi rispetto a contesti equivalenti in Italia: e c’è la possibilità di degustare le mercanzie prima dell’acquisto. Ad ogni modo, preferisco far parlare le immagini.

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7 commenti su “Lo shopping a Istanbul, il mercato di Göztepe

  1. Giù il said:

    Io non sono una grande economista (eufemismo per dire che ho le mani bucate), ma quando a febbraio abitavo a Kadikoy (non molto lontano dall’iskelesi) nei mini market (manco tanto mini a dire la verità) ho trovato i prezzi piuttosto carucci per quanto riguarda la frutta e verdura, carucci rispetto agli standard locali e anche ai prezzi dei supermercati romani. Riguardo all’orario di chiusura credo che si aggiri intorno alle ore 21. Gli shampoo e i prodotti da bagno sono davvero cari! E hanno confezioni enormi rispetto a alle nostre!

    • magari al mercato di Kadikoy i prezzi sono piu’ alti: quelli di questo mercato, invece, non lo sono assolutamente (in zone periferiche, invece, dovrebbero essere ancora piu’ contenuti). i supermercati vicino casa mia, comunque, chiudono alle 22 (Migros e Carrefour; Dia, chiude alle 20 o 20.30). su shampoo e affini, infine, non sono io il responsabile per questo tipo di acquisti 🙂

  2. Antonella il said:

    Ciao mi sono trasferita in qst splendida città da pochi gg e ho girato un po’ di supermercati del quartiere, sono cari arrabbiati, anche io vivevo a Roma, in prati, ma niente in confronto…sono molto perplessa, in più si trovano pochissimi prodotti italiani e stra cari, almeno qst emerge da una prima perlustrazione della zona. Mi chiedevo come fare a capire quando fanno il mercato nella mia zona? Grazie

    • ciao, ben arrivata: a Istanbu e sul blog.

      se mi dici in che zona abiti, ti do qualche ulteriore informazione: e in effetti i prezzi variano proprio in base a dove si vive (piu’ alti in quelli abitati da stranieri).

      ma ti dico subito che dei prodotti italiani’ (si’, carissimi) non ne avrai bisogno: qui si mangia benissimo e i prodotti sono molto vari e di grande qualita’…

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