Michael Rubin e la matematica

Michael-Rubin

Vabbè, la storiella dei “brogli” in Turchia – senza mai un riscontro concreto, nonostante certificazioni internazionali e interne – sta diventando surreale. Ci si è messo ovviamente anche Michael Rubin, analista politico americano classificabile come falco pro-Israele e islamofobo, da sempre schierato – per motivi ideologici – contro la Turchia dell’AKp.

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Rubin sostiene che Erdogan ha rubato le elezioni. Evidenzia come il numero degli aventi diritto al voto è aumentato di 1.800.000 unità dal 7 giugno al 1° novembre, mentre dalle elezioni del 2011 a quelle di giugno il dato è pari a poco più di 2 milioni. Come spiegare questa anomalia? Rubin sostiene che “con ogni probabilità” l’Akp ha inserito i suoi sostenitori più volte negli elenchi: e costoro hanno votato ripetutamente per il loro partito.

A parte il fatto che non ci sono assolutamente riscontri concreti con quanto asserito da Rubin, vediamo comunque le conseguenze numeriche che il suo ragionamento implica. Arrotondando, 1.500.000 voti supplementari per l’Akp equivalgono a poco più del 3% dei voti validi: e per l’appunto, ammettendo che l’Akp abbia compiuto brogli su vasta scala, sottraendo al totale il 3% (e qualcosa in più) ci troveremmo comunque con un 46% assolutamente sufficiente a vincere le elezioni e a conseguire la maggioranza assoluta dei seggi.

Insomma, non solo Rubin ha scritto delle solenni sciocchezze ma ha anche fatto la figura dell’imbecille!

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