Il monastero di Halki: panorama su Istanbul

Halki – o Heybeliada – è una delle isole dei Principi: l’arcipelago nel mare di Marmara di fronte a Istanbul di cui spesso vi parlo nel blog, perché preserva almeno in parte il carattere multi-etnico e multi-religioso che ha segnato la storia di Costantinopoli. Non mi ripeto, gli altri miei post sull’argomento ve li segnalo qui sotto: e tornerò comunque ad occuparmene, perché gli spunti sono infiniti; voi, invece, seguite il mio consiglio e andateci: perché, come sempre scrivo, vedere “le cose principali” – cioè, le attrazioni turistiche – significa non rendersi conto di quanto è straordinaria questa città (per l’appunto, cosmopolita nel suo Dna e non “orientale”).

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Sono stato a Halki/Heybeliada venerdì scorso, in un posto speciale e per un’occasione speciale: al monastero greco-ortodosso di Hagia Triada, per un concerto sulla tradizione musicale greca di Istanbul e Izmir (a cantare, la bravissima Vassiliki Papageorgiou: protagonista del documentario sui musicisti delle isole). Il monastero è antichissimo, è stato fondato nel IX secolo: ma l’edificio oggi esistente risale alla fine del XIX secolo, quelli precedenti distrutti da incendi e soprattutto terremoti; sorge sulla sommità della collina a fianco del porto, immerso in una pineta: ci si arriva in una mezzoretta di cammino oppure in 5 minuti col fayton (il tipico calesse a due cavalli delle isole). Da lassù, il paesaggio è magnifico: a 360° sulle altre isole e sull’enorme distesa – la sponda asiatica, principalmente – chiamata Istanbul. Il luogo è famoso per aver ospitato dal 1844 fino al 1971 il seminario che formava il clero greco-ortodosso, poi chiuso per motivi politici e da qualche anno in procinto di riaprire; le aule sono state preservate magnificamente, tutte in legno: una testimonianza eloquente dei tempi che furono. Proprio in attesa della riapertura, che però tarda ad arrivare, le autorità religiose hanno comunque deciso di renderlo accessibile al pubblico in occasione di una serie di eventi culturali: sono davvero pochissimi quelli che lo conoscono.

Lo scorso anno, partecipai a una conferenza alla presenza del Patriarca Bartolomeo: e potei visitare anche lo splendido salone di rappresentanza e l’importantissima biblioteca, che conserva manoscritti vecchi di secoli e in totale 120.000 volumi (tutte le foto qui sotto si riferiscono a quella visita). Splendido anche il giardino, particolarmente ben curato perché il Patriarca è un ecologista convinto; e non manca un piccolo allevamento in piena regola: pecore, polli, un asino. Le icone della piccola chiesa del complesso sono spettacolari.







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2 commenti su “Il monastero di Halki: panorama su Istanbul

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