Consigli di viaggio, come visitare una moschea a Istanbul

AGGIORNAMENTO: gli indumenti forniti dalla municipalità di Istanbul per entrare in moschea in caso di abbigliamento succinto, sono delle orribili palandrane plastificate; ma almeno, servono al loro scopo alla perfezione (in caso di necessità, le trovate all’interno)

Ormai c’ho fatto l’abitudine, il gesto è diventato meccanico e neanche ci penso: via le scarpe prima di entrare, che tengo in mano e poi depongo negli appositi scaffali (dopotutto, in Turchia le scarpe si tolgono anche prima di entrare in casa). Regola aurea o ferrea, fate un po’ voi: ma da rispettare rispettosamente, senza eccezione alcuna! Un consiglio spassionato: chi è abituato alle scarpe aperte – o a chi comunque non ne indossa – è preferibile porti con sé un paio di calzini, camminare scalzi nei luoghi particolarmente affollati non è una buona idea.

Per le donne, c’è sicuramente una richiesta in più: coprirsi il capo e i capelli con un foulard o una sciarpina, anche se poi nessuno ti sta a controllare come te li sistemi, se sono coperti più o meno integralmente; anzi, ricordo che a Edirne – nella spettacolare moschea Selimiye di Mimar Sinan – ognuno faceva un po’ come gli pareva, i controlli erano inesistenti: ma a Istanbul i guardiani sono rigidi e inflessibili, per chi ne è sprovvisto ci sono orrendi fazzolettoni da prendere in prestito all’ingresso.

Altri accorgimenti: nelle moschee a più alta affluenza turistica, esistono entrate separate per turisti e fedeli; in più, non è consentito l’ingresso ai visitatori non musulmani durante le preghiere: che come sapete non hanno orari fissi, ma cambiano secondo il ciclo delle albe e dei tramonti.

Un’ulteriore complicazione è data dal resto dell’abbigliamento, che può essere giudicato poco consono alla sacralità del luogo: pantaloncini, gonne troppo corte, scollature eccessive; sinceramente, non so se esisteva un regolamento preciso – su cosa vietare e cosa no – e se veniva comunque applicato rigorosamente (in genere, spalle e ginocchia coperte): in ogni caso, il Ministero della cultura e turismo ne ha emanato uno che non lascia spazio a dubbi e interpretazioni: ed è questa, in definitiva, la ragione del mio post.

ATTENZIONE, il regolamento stabilisce che ai visitatori con tenute poco appropriate verrà negato l’accesso alle moschee di Istanbul: e con tenute poco appropriate s’intendono vestiti che non coprono l’intera figura per le donne, oppure magliette senza maniche, t-shirt e shorts per gli uomini; in compenso, verranno forniti all’ingresso – a chi lo desidera, sempre gratuitamente – degli appositi indumenti riparatori, che verranno periodicamente lavati. In questo caso, mi astengo dal dare consigli: regolatevi come preferite.

Al momento non è stata indicata una data per l’entrata in vigore di queste disposizioni: si sa solo che verrà fatta una sperimentazione a Sultanahmet; non sono neanche disponibili immagini di questi indumenti (saranno in vari colori e non avranno scritte): anche se non frequento abitualmente la zona, vedrò di passarci fra qualche settimana per vedere di cosa si tratta.

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3 commenti su “Consigli di viaggio, come visitare una moschea a Istanbul

  1. Vorrei aggiungere un’altra cosa: secondo un nuovo regolamento, nei mesi invernali/autunno gli stranieri possono visitare le moschee fino alle 17:00, e nei mesi estivi/primaverili fino alle 19:00, salvo durante gli orari di preghiera ovviamente.

    E poi, le mosche diciamo “super turistiche”, tipo la moschea di Sultanahmet (moschea blu), moschea Yeni (moschea nuova), moschea di Suleymaniye (di Solimano), durante i Venerdi saranno chiusi in mattinata ai turisti fino alla fine della preghiera del mezzogiorno, cioé fino alle 14:30 circa..

    Per vostra conoscenza.

    Burak

    • ciao, grazie per le precisazioni.

      pero’ magari queste regole riguardano le visite in gruppo? a me ad esempio non mi e’ mai stato chiesto, all’ingresso di una moschea, se sono turco o straniero, musulmano o non musulmano…

  2. Pingback: La perla del Bosforo | Vivere Istanbul

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