C’è un tesoro nelle mura di Galata

Ho scritto più di qualche volta sulle mura della colonia genovese di Galata: smantellate in gran parte a metà ‘800. ridotte a pochi tratti in condizioni alquanto precarie.

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Si era parlato di un progetto di valorizzazione – pannelli informativi, visite guidate – in collaborazione col Comune di Genova che sembrava lanciatissimo, ma poi non se n’è fatto più nulla.

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C’è un’ulteriore novità negativa: il tratto più corposo, che fa da contenimento alle strutture del convento dei domenicani di San Pietro e Paolo, da qualche giorno presenta una vasta voragine (la vedete meglio nell’immagine ingrandita). E’ l’effetto di uno smottamento naturale? Di un qualche scavo? Problemi di staticità sono noti da tempo, in effetti.

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Ne ho parlato con un archeologo a capo di un’associazione professionale che opera per la preservazione del patrimonio storico turco, mi ha spiegato che stanno preparando un rapporto. E mi ha confessato: “sai che in quella zona ci sono dei cercatori di tesori?“.

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Sinceramente, lo avevo preso per matto: ma quali cercatori di tesori? Invece, me lo hanno confermato proprio i domenicani: tempo fa si erano presentati da loro due tipi loschi per segnalare la presenza di non si sa bene quale tesoro in giardino.

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Mah, spero che venga allertata anche la polizia: non vorrei che i danni già prodotti posano provocare un qualche effetto valanga. D’altra parte, i nostri rappresentanti – ambasciata, consolato, istituto di cultura – una qualche iniziativa di sensibilizzazione potrebbero metterla in piedi (anche attivando una qualche sponsorizzazione): dovrebbe essere un loro compito istituzionale, credo.

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Ignoro poi se il dossier di candidatura all’Unesco della torre di Galata e delle fortezze genovesi del mar Nero, già formalmente presentato dalla Turchia nel 2013, abbia fatto passi in avanti (anche in questo caso, auspicherei un ruolo di sostegno da parte dell’Italia: ma per le cose serie, qui non si muove mai nessuno..).

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