Come si festeggiano Natale e Capodanno a Istanbul

A chi mi chiede informazioni di solito sconsiglio di venire a Istanbul per Natale e/Capodanno: può fare freddo, non c’è un’ “atmosfera natalizia” paragonabile a quella che c’è nei paesi di più diffuse tradizioni cristiane.

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Mi permetto però di commentare quanto sostenuto qualche tempo fa, con evidente mestizia e un pizzico di pretestuosa ingenuità (ma perché il torrone e il panettone dovrebbero venderli in qualsiasi angolo del mondo? e comunque, si trovano eccome…), da un’insegnante italiana che lavorava qui: “E’ un timido Natale quello di Istanbul. Tra la voce del muezzin che si diffonde per la città con l’altoparlante fatico a sentire le musiche natalizie. In mezzo alle spezie dei bazar non trovo panettoni o torroni. Tra le colorate lampade nei negozi di souvenir non vedo luci natalizie o palle di vetro con la neve.“.

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Beh, adesso però neanche bisogna esagerare! Il lato consumistico di massa del Natale – legato però più che altro all’anno nuovo – è ben presente anche a Istanbul: come vedete dalle foto, Babbo Natale e decorazioni di ogni tipo li troviamo facilmente in vendita, o come addobbi festivi degli esercizi commerciali. Non dappertutto, solo in alcuni quartieri più residenziali e nei centri commerciali, certo.

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E non bisogna poi dimenticare le celebrazioni natalizie delle numerose chiese cristiane sparse in tutta la città: quella cattolica di Sant’Antonio, ad esempio, dove presepi e alberi vari sono già stati allestiti a metà novembre. Anche per la messa, nessun problema: ma solo quella alla cattedrale di Saint Esprit si fa a mezzanotte (le altre sono ad orari anticipati).

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Quelli che a me piacciono di più – per atmosfera, per significato – sono comunque quelli del 6 gennaio: al patriarcato greco-ortodosso del Fener, per i tuffi a caccia della croce gettata nel Corno d’oro; al patriarcato armeno di Kumkapı, dove si celebrano insieme Natale ed Epifania (e dove ti consegnano la melagrana beneaugurante).

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