Nuotare nel Bosforo

L’anno scorso, sul mio blog dedicato più che altro a questioni politiche – Istanbul, Avrupa: spero lo conosciate già – avevo citato il post allucinante di un collega giornalista, nella fortunata serie sui pregiudizi degli italiani:

La Lonely sconsiglia i bagni nei pressi di Istambul a meno che non si abbiano istinti suicidi. Eppure sono tanti gli abitanti della città che cercano refrigerio nelle acque del Bosforo o del Mar di Marmara. Non ci sono vere spiagge, ma enormi massi sui quali ci si può abbronzare e dai quali fare i tuffi. Sulle rocce qualche rara donna, sempre in compagnia di un uomo, la si vede. A godersi l’acqua invece sono, invece, solo e unicamente maschi. D’altronde, in giro, le ragazze non velate sembrano un’eccezione.

Non entro nel merito delle donne “velate” o “non velate”, mi concentro sul suggerimenti della guida Lonely Planet: evitare di nuotare “nei pressi di Istambul a meno che non si abbiano istinti suicidi” (sì, proprio con la emme); io questa guida non ce l’ho, quindi non ho modo di controllare se questo suggerimento c’è davvero: ma mi sembra un’esagerazione, almeno in questi termini!

Beh, a dire il vero io non l’ho mai fatto: nè nel Bosforo propriamente detto, né nel mare di Marmara (tra l’altro, a qualche centinaio di metri da casa ho delle simpatiche spiaggette, d’estate attrezzate – con ombrelloni, lettini e punti ristoro – dalla municipalità di Istanbul); non l’ho mai fatto per due motivi: perché l’acqua non mi sembra particolarmente limpida, perché le misure di sicurezza – il transito di barche d’ogni tipo – non sono particolarmente rigide.

Ovviamente sto parlando di una bella nuotata fatta come si deve, non di un tuffo e cinque bracciate: farsi un bagnetto non è davvero un problema; però, sono storicamente un seguace del nuoto in notturna: e prima o poi mi organizzerò per non più resistere alla tentazione. A immergersi comunque sono uomini e donne, adulti e bambini: più che altro adolescenti che di gettano serialmente nel Bosforo, ad agosto quando l’umidità ti toglie il respiro. Insomma, nuotare si può: ma è meglio rimanere a riva e non piazzarsi in mezzo al Bosforo o sulla rotta dei motoscafi che sfrecciano sul mare di Marmara.

Però c’è una giornata speciale in cui il Bosforo non è tabù, ho deciso di proporvela in largo anticipo così se siete interessati cominciate ad allenarvi seriamente per tempo: la Bosphorus Cross-Continental, l’annuale traversata prevista nel 2013 per il 7 luglio (la venticinquesima edizione). Il termine traversata è abbastanza riduttivo: si passa sì da un lato all’altro (dall’Asia all’Europa), ma l’arrivo è dopo oltre 6 chilometri dalla partenza; si entra in acqua a Kanlıca subito prima del secondo ponte, si taglia il traguardo a Kuruçeşme poco prima del primo (direzione: dal mar Nero al mare di Marmara). Una manifestazione seria: organizzata dal Comitato olimpico turco, senza petroliere tra i piedi.

Se fossi un minimo allenato, mi sarei probabilmente già cimentato; devo allora limitarmi a ripetere quello che mi hanno raccontato due colleghi – uno spagnolo e un’americana – che si sono gettati nella mischia nell’ultima edizione: primo, l’acqua è inaspettatamente pulita; secondo, il contesto fa girare la testa; terzo, ci sono delle correnti terrificanti: e infatti il collega spagnolo – che non ha seguito alla lettera le indicazioni ricevute – si è piantato a un centinaio di metri o poco più dalla fine è non è più riuscito a proseguire. Ci si può iscrivere dai 14 anni in poi (è richiesto un certificato o una lettera della propria società sportiva), si paga 40 euro, c’è tempo fino al 15 aprile.

Per contattarmi:
giuse.mancini@gmail.com
https://www.facebook.com/IstanbulEuropa

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Un commento su “Nuotare nel Bosforo

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