L’omicidio di Tahir Elçi, avvocato curdo

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Ieri a Diyarbakır è stato ucciso Tahir Elçi, avvocato curdo per i diritti umani dalle posizioni sostanzialmente moderate ma comunque controverse: recentemente era infatti finito sotto inchiesta per aver sostenuto in tv che il Pkk non è un’organizzazione terroristica (ma un movimento politico armato), d’altra parte aveva preso le distanze dalla “guerra rivoluzionaria di popolo” che il Pkk ha lanciato nel sud-est a maggioranza curda della Turchia quest’estate. Nei fatti, metteva sullo stesso piano – in termini di legittimità – lo Stato e il Pkk: cosa che non andava giù a molti.

Le circostanze del suo omicidio sono particolarmente confuse, ripreso da giornalisti perché avvenuto subito dopo una conferenza stampa: prima due poliziotti uccisi, poi almeno due uomini che scappano (armi in pugno?), altri poliziotti che proteggevano Elçi che rispondono al fuoco, l’avvocato curdo colpito alla testa e riverso per terra.

Chi sono gli esecutori materiali? Chi sono i mandanti? Nazionalisti, servizi segreti più o meno deviati, servizi stranieri (con lo zampino della Russia e della Siria, magari), fazioni oltranziste del Pkk? Troppo presto per dirlo, le indagini sono appena iniziate: ma l’autopsia, da quanto è trapelato, ha stabilito che il colpo – l’unico colpo, alla nuca – è partito da distanza non ravvicinata. Una fatalità? O più probabilmente un omicidio politico? I poliziotti uccisi da uomini poi in fuga – sono passati addirittura davanti alle telecamere! – solo una messa in scena per consentire a un terzo uomo di colpire più facilmente? L’importante è che si faccia chiarezza, che quello di Elçi non rimanga uno dei tanti delitti impuniti della storia recente della Turchia.

In ogni caso, per la Turchia è l’ennesimo duro colpo: il ritorno alla conflittualità nel sud-est, se non affrontato con decisione da tutti (anche da parte del movimento politico curdo, che il Pkk dovrebbe combatterlo e non legittimarlo e giustificarlo), rischia di trasformarsi in guerra civile che minerebbe – forse definitivamente – l’integrità stessa del Paese.

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