C’era una volta l’Orient Express

L’Orient Express ha reso ancora più affascinante Costantinopoli e Istanbul: una fascino raffinato e avventuroso, legato allo spionaggio e alla letturatura. Nel blog, vi ho parlato di volta in volta delle stazioni di Sirkeci e Haydarpaşa (i due terminali sulle sponde opposte del Bosforo), della mostra sull’orientalismo della scorsa estate in cui erano esposti cimeli del treno più famoso del mondo, dell’albergo – il Pera Palace – che ospitava Agatha Christie e i dignitari europei in visita in città e delle melodie che venivano suonate durante il viaggio.

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Una mostra aperta pochi giorni fa all’Institut du Monde arabe di Parigi – in programma fino al 31 agosto del 2014 – mi permette di aggiungere altri elementi: ve ne parlo anche perché nelle intenzioni degli organizzatori la mostra sarà itinerante, con tappe a Venezia, Vienna… e per l’appunto Istanbul!

Il primo viaggio dell’Orient Express – da Parigi a Istanbul – ha avuto luogo il 4 ottobre 1883: il treno è decorato con sfarzo (rivestimenti in cuoio, cristalli di Lalique, tappeti preziosi, tende in velluto, argenteria), i passeggeri sono trattati principescamente e ammirano il paesaggio – come fossero a teatro – direttamente dalle loro poltrone. Ma Istanbul – allora ancora Costantinopoli – era un punto di passaggio e non d’arrivo, da questa città cosmopolita si partiva verso l’Oriente autentico: Aleppo, Damasco, Baghdad, Bassora, Tehran, Il Cairo. Un viaggio per tutti quelli che potevano permetterselo: ma non più riservato a diplomatici o esploratori.

La mostra di Parigi – che spero di poter visitare un giorno direttamente a Istanbul – è divisa in due sezioni. La prima è all’aperto, la riproduzione di un binario e l’Orient Express: una locomotiva e alcuni vagoni originali degli anni ’20 – compreso un vagone-ristorante – perfettamente restaurati (uno lo vedete nella foto); la seconda, è all’interno dell’Ima: una serie di vetrine che racchiudono poster, menu, posate e tovaglie, schermi che proiettano scene di film, bauli da viaggio. Tutti pezzi d’epoca, bellissimi! E poi mappe, foto, illustrazioni: per raccontare il suo inventore Georges Nagelmackers, l’arte di vivere a bordo, i personaggi famosi che lo hanno frequentato, la geopolitica del Medio oriente che l’Orient Express – dopo la Prima guerra mondiale – ha visto nascere.

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