Oriente islamico e arte occidentale

Oriente

Ho scritto un articolo – come sempre per Il Giornale dell’Arte, in assoluta anteprima – su una bellissima mostra che si apre il 10 ottobre al British Museum di Londra: “Inspired by the East. How the Islamic world influenced Western art” (c’è tempo fino al 26 gennaio 2020, per visitarla).

Il mio articolo è già uscito nel numero per l’appunto di ottobre, quindi non ho potuto dar conto della grande novità degli ultimi giorni: in mostra ci sarà anche “Ragazza che legge il Corano” di Osman Hamdi Bey, che il museo delle arti islamiche di Kuala Lumpur – sono i co-organizzatori, ospiteranno la mostra l’anno prossimo – ha acquistato all’asta per circa 7 milioni di euro (ne parlerò successivamente).

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Qui sul blog vi riporto qualche passaggio significativo, l’articolo completo è già online nell’inserto del mensile dedicato alle mostre: “Orientati e disorientati. Come il mondo islamico ha influenzato l’arte occidentale“.

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non è però una mostra scontata sulla pittura orientalista del XIX secolo. Questa corrente artistica ha rappresentato un Oriente mediterraneo e vicino in modo poco realistico e molto fantasioso: un mondo incantato ma deformato in cui si fondevano esotismo ed erotismo, repressione e licenziosità, suggestioni di un passato glorioso e miseria pittoresca del presente.

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Come ha infatti spiegato a «Il Giornale dell’Arte» la cocuratrice Julia Tigwell, «la mostra ha come obiettivo di fondo quello di estendere e allargare il concetto di Orientalismo, presentandone le radici che risalgono al XV secolo e aggiungendo esempi di scambi e influenze reciproche tra Oriente e Occidente, includendo arti decorative come ceramica e metalli o fotografie».

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L’ultima sezione raccoglie le opere di quattro artiste contemporanee che rispondono ai cliché orientalisti sulle figure femminili, ribaltandoli: come Lalla Essaydi, marocchina, che reinventa rappresentazioni delle abitanti dell’harem fotografandole coperte e ricoperte di scritte in arabo.

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