Palladio e Sinan a Istanbul

Cosa c’entra il più grande architetto dell’impero ottomano e l’autore delle celebri ville venete? Molto a quanto pare: perché i reciproci influssi tra Mimar Sinan e Andrea Palladio sono probabili e anzi documentabili. In occasione di Istanbul 2010 Capitale europea della cultura, una mostra ne ha infatti messo a confronto le opere più conosciute: e già due anni prima, nel catalogo della grande rassegna per i 500 anni del maestro vicentino (prima a Vicenza, poi a Londra, Barcellona, Madrid, New York e Washington), gli eminenti studiosi Howard Burns e Paul Davies avevano esibito convincenti elementi di prova.

Il legame ha un nome e cognome: Marcantonio Barbaro, committente e amico di Palladio, ambasciatore di Venezia a Istanbul (dal 1568 al 1574), in stretti rapporti col celebre gran visir Sokollu Mehmed paşa, sovrintendente di numerosi progetti architettonici e anch’esso importante committente, visitatore degli edifici e dei cantieri di Sinan che ha descritto – con ammirazione – nei suoi dispacci.

Le prove: le evidenti similarità tra il tempietto di villa Maser (costruita per Barbaro) e il mausoleo di Rüstem paşa, tra il vasto complesso di Sokollu a Lüleburgaz (con moschea, madrasa, hamam e caravanserraglio) e palazzo Thiene, tra la cupola (e i campanili che assomigliano a minareti) della chiesa del Redentore a Venezia e le moschee ottomane, tra gli ultimi progetti di Sinan e gli esempi dei Quattro libri di Palladio (che Burns e Davis pensano possano esser stati donati da Barbaro a Sokollu e al suo architetto).

Dei due architetti si parlerà di nuovo il 20 e 21 settembre (2013: specifico per chi leggerà il post in futuro) all’università Bilgi di Istanbul: in una conferenza dal rivelatore titolo “Connected Architectural Stories in the Early Modern Eastern Mediterranean“. Si comincia il 20, alle ore 18: con la professoressa Gülru Necipoğlu – il cui The Age of Sinan è recentemente uscito in versione turca – che parlerà specificamente delle cupole di Istanbul e del Rinascimento italiano; poi, il 21, quattro specialisti di fama mondiale: il già menzionato Howard Burnes (ore 10), Alina Payne (ore 11.30), Hubertus Gunther (ore 14), Werner Oechslin (ore 15.30). Tutto nell’aula E3-101, facoltà di architettura, del campus Santral (un posto decisamente interessante, tra l’altro: in cui si trova l’ex ed eponima centrale elettrica di epoca ottomana)

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