Pegaso di Antochia, visto da molto vicino

Pegaso

Sono reduce da un meraviglioso viaggio ad Antochia sull’Oronte – l’attuale Antakya, al confine tra Turchia e Siria – per visitare l’hotel con museo archeologico incorporato che aprirà il prossimo 15 agosto: poi ve ne parlerò con calma nei prossimi giorni, vi mostrerò la vista straordinaria – direttamente sull’agorà/foro – dalla mia camera.

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In ogni caso, di questo progetto unico al mondo e del mosaico straordinario in cui è raffigurato il cavallo alato Pegaso ne ho già parlato per Il Giornale dell’Arte – soprattutto per quanto riguarda la parte archeologica, i mosaici – in questo articolo: “Ad Antiochia, l’hotel più bello del mondo

“I più belli e interessanti, a una profondità maggiore, sono invece del II secolo d. C., coevi e ugualmente raffinati di quelli già famosi della vicina Zeugma, con un’estensione di circa 200 metri quadrati (decoravano un triclinium): un grande quadrato con il cavallo alato Pegaso e tre ninfe, un pannello rettangolare con otto muse e ai lati Calliope musa della poesia epica insieme a Esiodo e le personificazioni della Boeotia e del monte Alcyone dove per l’appunto le Muse risiedevano. Un ulteriore pannello di un ninfeo ritrae amorini che pescano.”

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Nell’hotel, è proprio all’ingresso: con due poltrone e un tavolino piazzati lì, per permettere la contemplazione da parte dei clienti. E visto che la struttura non è ancora ufficialmente aperta, mi è stato concesso un privilegio: scendere la scaletta che vedete in foto per andare giù, per arrivare a toccarlo (no, non ci sono andato sopra: mica sono un vandalo!). Non sarà più possibile farlo – ne avranno facoltà esclusivamente gli archeologi – e quindi custodirò gelosamente questo prezioso ricordo. E sì, il dito è proprio il mio.

Pegaso

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