Pera, tra nostalgia e modernità (su Al-Monitor)

Vi segnalo un nuova e originale mostra all’Istituto di ricerche di Istanbul, nel quartiere cosmopolita di Pera che è oggi Beyoğlu. La sua originalità consiste nel corto circuito tra lo spazio espositivo che la ospita e il suo oggetto: perché la mostra è dedicata proprio all’edificio in cui ha sede l’Istituto – nato come residenza privata – e allo spazio circostante. Una mostra su poche decine di metri, insomma.

Ma queste decine di metri erano il cuore pulsante della Istanbul della belle époque, ricchi di teatri con giardini e caffè all’aperto, oltre che di hotel dove alloggiavano i passeggeri dell’Orient Express come il Pera Palas e il Grand hotel de Londres. La mostra si concentra specificamente sugli appartamenti Rossolino oggi Istituto di ricerche di/su Istanbul, sull’hotel Bristol oggi museo di Pera (tutti e due gestiti dalla stessa fondazione di mecenati, la Suna ve İnan Kıraç Vakfı), sullo spazio davanti a loro occupato prima da cimiteri, poi per l’appunto da teatri e giardini, oggi da un parcheggio e dall’orribile sede della televisione pubblica TRT.

LEGGI ANCHE: Le caricature ottomane di Yusuf Franko (su Al-Monitor, con foto)

Ma proprio per questo spazio c’è uno straordinario progetto per il futuro, prima accolto e poi dimenticato dalla politica: un centro culturale progettato da Frank Gehry, che sarebbe stato finanziato e poi gestito dai Kıraç. Non gli mancano né le idee visionarie, né i mezzi per realizzarli.

La mostra è in programma fino al 21 settembre, io ne ho parlato come sempre in un articolo pubblicato su Al-Monitor col titolo “Nostalgia for 19th-century Pera meets modernity in Istanbul exhibit

[…]

Not forgotten by everyone, Gehry’s plans have been dusted off and re-presented in “Looking from In-Between: A Section of Mesrutiyet Street,” the current exhibition at the Istanbul Research Institute. The exhibition is largely devoted to the history of two buildings some 100 meters apart and overlooking the thoroughfare that in Ottoman times was called rue des Petis-Champs. The last section of the show looks at the history of the plot of land across from the buildings, which is where Gehry’s buildings would have stood.

[…]

Transformations and change are indeed the leitmotif of the exhibition. Visitors are greeted by a video displaying a series of images and maps in rapid succession and then led on a journey back in time to fancy hotels, open air cafes, theaters, opera houses, gardens, promenades and shopping arcades.

The arrival of wealthy European tourists in 1889 aboard the Orient Express gave a further and powerful boost to the development of Pera, leading to the appearance of Western-style architecture and establishments geared toward recreation. Hotels not only provided accommodation for travelers, but also functioned as entertainment venues for the city’s elite, who were entertained by renowned artists from abroad and attended special performances, balls, and parties. The area’s spatial transformations were also aided by fires and earthquakes, which produced opportunities to rebuild in new architectural styles and with different materials, for instance using stone rather than wood for new edifices.

[…]

Per continuare a leggerlo: “Nostalgia for 19th-century Pera meets modernity in Istanbul exhibit

Pera
Pera
Pera

Precedente Quanti giorni bastano per vedere Istanbul? Successivo Antakya, un tappeto di mosaici (con nuove foto)

Lascia un commento

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.