Piatti musicali e antiche fabbriche del rame a Istanbul

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Istanbul città di artigiani, profeti e navigatori. Alcune delle più grandi lavorazioni artigiane sono nate in seno a Costantinopoli, che per secoli ha raccolto e canalizzato le migliori maestranze provenienti dalle vicine nazioni. l’elenco è lungo!

La Grecia per la costruzione delle navi e in generale la lavorazione del legno, la Persia  per i mobili istoriati e intarsiati di madreperla,  la penisola italica con i mastri vetrai provenienti direttamente dalla Repubblica di Venezia e le popolazioni nomadi del Mar Nero e dell’Armenia.

Proprio a questi ultimi si deve la diffusione e la lavorazione del rame, l’oro rosso dei sultani, molto amato in epoca imperiale, la cui lavorazione ancora oggi ritenuta una vera e propria arte!

Con il rame si isolano gli edifici, si costruiscono manufatti più o meno pregiati e strumenti musicali. A proposito, i migliori piatti musicali per i percussionisti di tutto il mondo, sono fabbricati proprio qui a Istanbul: parliamo di Zildjian. Un nome che suonerà molto familiare a tutti i musicisti. Spiega Christian Meyer, batterista doc:

“Tutti i batteristi sono in debito nei confronti della Turchia, infatti, proprio a Istanbul, nel XVII secolo nascevano i piatti. E’ intorno al 1600 che il fabbro armeno Keropem emigra dalle coste del Mar Nero alla capitale ottomana Costantinopoli, per lavorare come capo costruttore delle caldaie del palazzo del sultano. Suo figlio Avedis I è un alchimista che studia come produrre l’oro mescolando i metalli primari.
Durante i suoi esperimenti, Avedis I trova il metodo per creare il bronzo B20 (80% rame e 20% stagno, una lega già usata da secoli per fabbricare le campane). L’alchimista di Costantinopoli incomincia a produrre piatti con il consenso del sultano Osman II e prende il nome di Zilciyan, dal turco zilci (costruttore di piatti), unito al suffisso armeno “yan” che denota il nome della famiglia. In seguito il nome si trasforma in Zildjian, che da allora diventerà sinonimo di “piatti musicali”.

da: Cose turche, in, ritmi.accordo.it.

Non ve lo nascondo, me questa cosa del rame affascina molto. Mi piace vedere le fasi della lavorazione, i passaggi attraverso i quali si creano, come dal nulla, oggetti fantastici, con l’utilizzo di pochi e semplici utensili, spesso molto rudimentali. A questo proposito, per chi come me fosse un amante del rame, consiglio la visita a una factory dei piatti musicali: ce ne sono molte, a quanto pare, sulla sponda asiatica, tutte fuori città , e non agibili da raggiungere.

Christian Meyer, Michele Gurrieri e Mario Riggio, affascinati dalla storia e dall’antica arte della costruzione dei piatti, sono andati  a visitare la grande fabbrica Istanbul Agop e la piccola officina Masterworks. Date un’occhiata qui! .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.