Piccolo galateo per mimetizzarsi con gli istanbuliani

AVVISO: questo post è ormai datato, è stato scritto da una persona che si occupava del blog in precedenza; chi lo gestisce oggi non ne condivide l’impostazione. Per contattarmi: giuse.mancini@gmail.com

Un modo un po’ diverso di vivere Istanbul è provare a mimetizzarsi un po’ con i locali: non passare immediatamente per un turista insomma! Mission Impossible? Quasi…

In questi mesi ho adottato una serie di piccoli accorgimenti che mi hanno permesso di confondermi tra la folla, anche nelle zone più turistiche: una sorta di piccolo galateo che mi ha aiutato a vestire i panni della piccola Istanbuliana, senza parlare il turco.

I primi giorni non potevo fare cento metri senza essere fermata dai ristoratori, presa di punta da venditori di varie ed eventuali, interpellata in inglese. Eppure, pensavo, con il mio taglio d’occhi, e la mia carnagione, potrei passare tranquillamente per turca! Come fanno ad accorgersi sempre e subito che “vengo da fuori”?

In realtà non è una questione somatica. In Turchia si trovano tutti I tratti somatici possibili e immaginabili, occhi blu, capelli rossi, neri, biondi, lentiggini e carnagioni mediorientali…Effetto del Meltin’ pot che da secoli ha portato qui un crogiuolo di genti ed etnie diverse.

Ho individuato una serie di piccole cose che mi identificavano inequivocabilmente come straniera, o turista, anche se non aprivo bocca. A parte le cose ovvie, che non sto nemmeno a nominare – tipo la macchina fotografica al collo e la cartina aperta in mano – ho stilato una piccola lista di cose da fare, e da non fare, per passare per turchi! Vediamo…

NO alle INFRADITO Le mie amate infradito! Ci cammino ovunque, comode e infaticabili, colorate, a prova di caldo e di estate…ho imparato ad amarle quando ero in Australia (dove erano una specie di divisa nazionale) e non le lascio più… Piccolo particolare: qui le infradito sono un tourist-detector, dato che i turchi non le usano. O meglio, le usano in casa, o come ciabatte da mare, ma non per andare in giro. Mai. Quindi, chiunque le indossi a spasso per la città, sarà automaticamente riconosciuto come turista!

SGUARDO FIERO E PASSO SPEDITO La camminata lenta, lo sguardo assorto, l’occhio che si perde ad osservare ogni casa, ogni faccia, ogni vetrina, ogni sanpietrino per terra…ZAC! Turista! Il turista è comprensibilmente rapito dal fascino e dalla bellezza di Istanbul. Beh, per passare da locali, provate ad accellerare leggermente il passo, passando dalla prima alla seconda, e a non fermarvi ogni due passi, assumendo l’aria di “quelli che sanno dove andare”, anche se non ne avete idea! Funziona! Adesso, quando faccio così, mi fermano perfino i ragazzi di Greenpeace e attaccano discorso in turco..che soddisfazione!

GIOCARE CON I GATTINI Le strade di Istanbul sono piene di cani e gatti randagi. Gli abitanti della città si prendono cura di loro, li nutrono, li portano dal veterinario. I gatti, sopratutto, sono davvero amatissimi! I turchi si fermano a giocare con i cuccioli. Davvero, è una cosa che mi riempie di tenerezza ogni volta che la vedo…Specie I signori un po’ in là con gli anni: camminano e, in vista di un gattino, si fermano giocare un po’con lui, anche senza toccarlo, per I più schizzinosi. Giusto una sorta di “hey, gatto, ciao!”.

“NO, GRAZIE” “Yok, tashekuller!” significa “No grazie” in turco. C’è un altro modo per esprimere il vostro diniego, nel più locale dei modi possibili: uno schiocco di lingua secco, accompagnato da un movimento della nuca verso l’altro, sostituiscono efficacemente la frase di cui sopra, specie nel caso in cui si tratti di una richiesta ripetuta.

VESTIRSI DI BIANCO Il colore fashion di Istanbul è senza dubbio il bianco! Un vero evergreen. Quando arriva l’estate, immancabilmente, scatta la bianco-mania, sia per le ragazze che per I ragazzi turchi. Del resto, è un colore perfetto per far risaltare l’abbronzatura, considerato elegante e modaiolo da tutti, senza eccezione. Indossate una tee shirt bianca e, se proprio volete strafare – un paio di skinny jeans bianchi! Effetto local assicurato.

MANGIARE SIMIT E NON CHIEDERE “HOW MUCH?” Il simit è la tipica ciambella ricoperta da semi di sesamo o girasole che viene venduta per le strade di Istanbul su quei carretti rosso fiammante che si trovano quasi a ogni angolo di strada. Sono buonissimi e molto energetici, grazie alla frutta secca che li ricopre: perfetti per quando vi sentirete un po’ giù di tono dopo una lunga camminata in città. Avvicinatevi al carretto rosso, indicate il simit e dite “bir ta ne lutfen” – uno, per favore – poi allungate una moneta da una lira al venditore. Non è il caso di chiedere “quanto fa?” perchè il prezzo è sempre quello, una lira turca, 1 TL. A volte costa meno, 75 centesimi: in quel caso, sarà il venditore a premurarsi di darvi il resto.

SOLO PER DONNE: LO SMALTO ROSSO… Rosso fuoco, proprio come la bandiera della Turchia! Indossatelo con disinvoltura, su mani e piedi, e gettatevi nella mischia…

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