Piove, Sultano ladro!

Sultano

Uno dei nuovi vezzi della stampa italiana, in pieno delirio turcofobo e islamofobo, è di attribuire la responsabilità di qualunque evento negativo che accade tra la Siria e la penisola balcanica al presidente turco: che strizzando l’occhio al mai desueto immaginario orientalista viene sistematicamente chiamato “Sultano“, a dire il vero anche perché dei colleghi credono sul serio – ammaliati dalla propaganda interna che dal 2002 denuncia i rischi di una presunta “islamizzazione” – che Erdoğan voglia rifondare l’impero ottomano. Evvabbè!

Tra gli articoli più virulenti – a me sembra più che altro lo sfogo di un vecchietto mezzo ubriaco dopo una serata in osteria – ne ho trovato uno pubblicato sulla rivista elettronica East Journal: “Il Sultano riceve altri 3 mld per i migranti, come buttare soldi nel cesso“, scritto da Matteo Zola. Beh, ci si potrebbe fermare al titolo: se queste sono le premesse, perché perder tempo a leggerlo? Mi sono però avventurato nel primo paragrafo, deva si parla della Turchia come “Un paese che, di fatto, finanzia l’ISIS acquistandone il petrolio sottobanco. Un paese che finge di bombardare i fondamentalisti in Siria e invece attacca quelli che, almeno sullo carta, sarebbero i suoi alleati, ovvero i curdi. Un paese che, ancora contro i curdi, sta conducendo una guerra interna rifiutando ogni soluzione politica. Un paese che usa i migranti come strumento per ottenere dall’Europa concessioni economiche, politiche e – infine – il riconoscimento delle proprie mire espansionistiche nella regione.

Insomma, i soliti vuoti slogan che mai vengono accompagnati da riscontri, che spesso cozzano col buon senso: “la Turchia finanzia l’Isis comprando il petrolio” (già, se lo dice Putin…), “la Turchia bombarda i curdi” (fingendo di non comrpendere che la Turchia bombarda i membri di un’organizzazione terroristica), “il ricatto dei migranti” (come se non fosse l’Europa a non volerli). “Le mire espansionistiche nella regione” lo leggo invece molto più di rado: e tra i tanti e in effetti il più stupido.

Limitarsi a scrivere di cose che si conoscono proprio no, eh?

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