Il Pkk e la disinformazione degli italiani

(già pubblicato sul mio blog “Cose turche” di Look Out news)

Il Pkk continua la sua offensiva nel sud-est a maggioranza curda della Turchia: e proprio ieri, da ultimo, una mina posta sotto il manto stradale e fatta saltare al passaggio di un convoglio militare (altre fonti parlano di un’esplosione mentre venivano fatti brillare numerosi ordigni) ha fatto più di 15 morti, provocando sdegno e polemiche.

In questo contesto tesissimo, in cui soldati e poliziotti vengono uccisi ogni giorno, è singolare il modo in cui – sbilanciato e scorretto – i media italiani stanno dando conto degli eventi. Faccio solo un esempio, attraverso un testo diffuso su Facebook da un noto giornalista che scrive per il maggior quotidiano italiano:

Insorti Pkk hanno teso imboscata a convoglio turco nella zona di Daglica, Hakkari, sud est del paese. Prima hanno fatto detonare due cariche, quindi hanno sparato. Bilancio dice 15 soldati morti (altre fonti sostengono 37). […] Nelle ultime settimane sono morti negli scontri quasi 800 militanti e una settantina di soldati. Tutto questo rende piu’ complicata l’azione anti Isis. Per i turchi il nemico sono i curdi.

Ma visto che il Pkk è riconosciuto come organizzazione terroristica da Usa e Ue, oltre che dalla Turchia, i suoi membri non sono allora “terroristi”? Perché chiamarli insorti – o miliziani, o guerriglieri, o militanti – e mai terroristi?

Inoltre, se le forze armate turche compiono operazioni mirate contro il Pkk e i suoi fiancheggiatori – dalle operazioni di polizia ai bombardamenti contro il quartier generale in Iraq settentrionale – che senso ha scrivere che “per i turchi il nemico sono i curdi”? Ma nient’affatto. Il nemico è il Pkk, non sono “i curdi” (che tra l’altro presentano posizioni politiche ampiamente diversificate): e non facendo questa banale distinzione si finisce col disinformare i lettori.

Una risposta a “Il Pkk e la disinformazione degli italiani”

  1. Se vede che magni il pan del sultano e te scrivi robe da turketo anca se ti xè taglian vergognate de aver venduto il cervelo anca se pocheto al turketo.
    Il mona erdofiolducan e de l’altro turketo infedele cretinoglu e i altri turcketi i gha ne la loro testassa marcia de rifar il impero oto-mano ma va a finir i fa rabiar de bruto tuti i vicini raniani compresi e alora se trova poi a ciapar bote da tuti bruti fioi dun can rompi bale!
    Buleghin

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