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Riflessioni su un viaggio a Istanbul (di Silvia C.)

Sono tornata da pochi giorni dalla mia prima visita ad Istanbul e sono contentissima; è un viaggio che consiglio vivamente a tutti.

Prima di partire ero un po’ preoccupata, la stampa italiana presenta molto male la Turchia in generale; tra l’altro, tutte le persone che ho cercato di coinvolgere hanno gentilmente declinato, proprio perché spaventate. Ci tengo però a dire che non ho percepito un clima ostile od insicuro; trovo invece che i turchi siano persone molto socievoli e semplici.

Istanbul ha avuto un passato glorioso grazie all’Impero Romano d’Oriente fino al 1453 e al Sultanato poi, è stata la stazione di approdo dei lussuosi tragitti dell’Orient Express, ha ospitato le più facoltose e colte aristocrazie ogni volta che per qualche scombussolamento politico erano obbligate a lasciare il proprio paese d’origine (arabi ed ebrei di Spagna dopo il 1492, egiziani dopo la colonizzazione inglese, russi dopo la caduta dello zarismo etc..), ha dato il benvenuto a nuove comunità di mercanti (genovesi e veneziani per esempio), ha conosciuto una modernizzazione interessante prima nel XIX secolo ottomano e poi quando nel 1922 è stata costituita la Repubblica da Kemal Ataturk.

Nei secoli Istanbul ha mostrato di saper far convivere anime religiose diverse pacificamente: i mussulmani, vari gruppi di ortodossi, gli armeni, gli ebrei, i cattolici etc.

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Nei miei giorni di permanenza, organizzati da Elena Ventura di Viaggio in Turchia, sono stata accompagnata da una guida privata e individuale nei primi due giorni e poi ho partecipato a un tour collettivo.

Nei primi due giorni con la guida privata ho potuto vedere aspetti più autentici e tipici della città, fuori dai classici itinerari turistici – Fener e Balat, la moschea di Eyüp, Galata, la Istanbul cosmopolita di Beyoğlu – e mi è sembrato di immergermi con la fantasia nella successione degli eventi, gustando cibi caratteristici in luoghi frequentati solo da gente del posto.

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Il terzo giorno ho poi fatto un tour classico vedendo ciò che è più noto e turisticamente più reclamizzato. Banalmente per noi che arriviamo dall’Italia serve che ci spieghino subito che non sempre quando vediamo una cupola si tratta di una moschea, di solito solo se vicino c’è almeno un minareto (torre sottile) altrimenti si tratterà forse della tomba di qualche personaggio illustre, o di un hammam (bagni pubblici) se vi sono delle finestre o di una scuola in presenza di una successione di cupolotti.

Insomma io sono rimasta entusiasta di Istanbul, conto di tornarci presto e consiglio a tutti di non perdersela, magari in questo periodo è anche più economica e se qualcuno ci tiene credo possa concedersi hotel e ristoranti di grande qualità a prezzi contenuti.

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