I rifugiati siriani di Gaziantep

Gazianteprifugiati00

La scorsa settimana sono andato a visitare uno dei 25 campi per rifugiati siriani in Turchia: quello di Nizip, a pochi chilometri da Gaziantep (la capitale del pistacchio e del baklava) e dalla frontiera.

E’ un campo modello, quello di solito mostrato ai giornalisti e agli ospiti di riguardo: non è detto che gli altri siano così, anzi ce ne sono sicuramente altri con tende e non come container. Ma il campo che ho visitato io – ospita circa 4000 persone – è davvero una piccola città e funziona davvero bene: pulito, organizzatissimo, con un clima – clima umano, ovviamente – per quanto possibile disteso e un minimo spensierato. Abbiamo visitato tutte le strutture: scuole e asilo, gabinetto medico, cinema e teatro, supermercato in cui i rifugiati possono acquistare generi alimentari (ricevono aiuti dallo Stato turco), laboratori di cucito (in cui vengono organizzati corsi), campi da calcetto e da basket.

Nei campi vive circa il 10% di tutti i rifugiati in Turchia, più o meno 300.000 persone: sono selezionati accontentando in via prioritaria famiglie numerose, anziani, persone con esigenze speciali. I container sono minuscoli, ma ben attrezzati con minicamera, minicucina, minisoggiorno (che di notte diventa camera aggiuntiva). Alloggi di fortuna, ma dignitosi: c’è chi ci vive da ormai 3 anni, qualcuno ha provato a fare degli abbellimenti. Varie ong turche contribuiscono con distribuzioni di generi alimentari, vestiti, per l’appunto mobili; lo Stato offre un minimo contributo monetario individuale, tutti i servizi – luce, acqua – sono completamente gratuiti. Precisazione importante: in molti hanno trovato lavoro nella vicina città, hanno la possibilità di entrare e uscire a piacimento; si possono anche ottenere permessi fino a 2 settimane (nessuno è “prigioniero”, come vorrebbe far credere la propaganda turcofoba/islamofoba).

Come vedete dalle foto i bambini studiano e si divertono, ormai si sono abituati ai visitatori (anche a quelli che gli puntano in faccia il teleobiettivo); gli adulti con cui ho parlato sono tutti desiderosi di tornare in Siria (quando non ci sarà più Assad, però): ma sarà mai possibile?

Gazianteprifugiati01
Gazianteprifugiati02
Gazianteprifugiati03
Gazianteprifugiati04

4 Risposte a “I rifugiati siriani di Gaziantep”

  1. Gli insegnano anche il Turco, o si servono di interpreti?
    Gli ospiti del campo sono solo curdi, o anche arabi?
    Vi sono anche dei cristiani?

    1. perché curdi? sono siriani arabi, cristiani e/o curdi non so. ci sono insegnanti siriani che insegnano in arabo, seguono anche corsi di turco

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.