Roberta Zunini e i gatti abbandonati di Istanbul

Chi è Roberta Zunini? E’ una giornalista italiana, che si occupa di Turchia quando c’è da parlarne male: prima attiva su Il Fatto ai tempi di Gezi (ovviamente, faceva il tifo per i rivoltosi), oggi autrice per L’Espresso di uno dei peggiori articoli da me mai letti.

E’ bello lungo, contiene una quantità spropositata di errori, mistificazioni, travisamenti della realtà: è un esempio da manuale di pessimo giornalismo, di sciatteria, di profonda ignoranza o sfacciata malafede (magari di tutte e due, non so).

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Non posso esaminarlo in un singolo post, in ogni caso preferisco concentrarmi – un post alla volta – sulle sciocchezze più eclatanti che contiene.

E comincio proprio col primo paragrafo, in cui la Zunini parla di inflazione e di gatti abbandonati. Scrive la sciaguratissima collega che nelle strade di Istanbul “da qualche mese si aggirano più gatti del solito“.

Dico: e chi l’ha stabilito? Cioè, ci sono dati oggettivi? E’ stato fatto qualche censimento? Oppure, come sembra, si tratta di un’impressione estemporanea di chi a Istanbul ci viene ogni tanto sostanzialmente in vacanza? E poi: di quali strade parla, la Zunini? Parla di tutte le strade di tutti i quartieri di tutti i distretti di Istanbul? O magari della strada sotto il suo hotel?

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In ogni caso, quale spiegazione dà di questo apparente fenomeno? Semplice: è tutta colpa della crisi economica che ha fatto alzare a dismisura i prezzi delle crocchette per gatti e spinto i loro proprietari a sbarazzarsene.

Ora, l’inflazione è al momento al 20%: però la Zunini si affida a una certa Zeynep (nome di fantasia), dichiaratamente antigovernativa militante, che sostiene che l’aumento delle crocchette è stato di tre volte. Dico: ma come diavolo è possibile che con l’inflazione al 20% i prezzi delle crocchette sono aumentati del 300%? In ogni caso, esistono dei riscontri? Oppure fare giornalismo significa prendere per buono quello che racconta il primo che passa senza alcuna verifica?

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Soprattutto, chi conosce un minimo le abitudini locali sa bene che gli abitanti di Istanbul proprio NON sono abituati ad abbandonare i loro animali domestici: ma proprio no! Che poi, al limite gli dai degli avanzi, no? Perché essere costretti ad abbandonarli? Mah!

E in realtà, nonostante questi fantomatici rincari, persino la Zeynep con cui ha parlato la Zunini non ha assolutamente intenzione di farlo: sempre a causa della crisi economica usa con parsimonia il riscaldamento e quindi il suo gatto peloso lo userà a mo’ di scaldaletto. Vabbè, Oliver Twist praticamente!

Quel che continuo a chiedermi invano da anni è quando la Turchia prenderà finalmente congrui provvedimenti contro queste persone, che diffamano in modo seriale in tutta impunità.

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2 commenti su “Roberta Zunini e i gatti abbandonati di Istanbul

  1. Mansur Cristian Farano il said:

    È stata presa una decisione sovrana da parte di uno stato sovrano, si sovrano,che non toglie nulla al monumento in sé

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